Domenica 05 luglio il popolo greco a grande maggioranza ha scelto di votare contro la politica dura dell'Europa, ha vinto il "no" ed ha vinto il suo capo del Governo, Tsipras. Il difficile però viene adesso, come si risolverà la situazione? La Grecia uscirà dall'euro? L'Europa concederà condizioni più favorevoli alla Grecia per salvare il salvabile?

Unità di crisi

Subito dopo il risultato del referendum greco, la Merkel ha indetto un incontro urgente con il Presidente francese Hollande. E' una vera e propria unità di crisi in cui si organizzerà l'incontro del 7 luglio con gli altri 16 stati dell'area euro. Balza all'occhio il ruolo marginale dato all'Italia in questo contesto.

Alla vigilia del referendum la Merkel chiama Renzi per spiegare come ci si sarebbe mossi a seconda del risultato greco. A risultato avvenuto, Renzi in panchina e decisioni definitive prese con Hollande. Purtroppo è così, in Europa contiamo poco, subiamo decisioni, non le prendiamo, forse le opposizioni nostrane qualche ragione la hanno.

Stati d'animo in Grecia

Ieri le piazze greche erano gremite e festanti. La vittoria del no ha dimostrato che il popolo greco ha coraggio, in una situazione di crisi grave, con le banche senza soldi per pagare stipendi e pensioni e con la rata del debito verso la BCE in scadenza il 20 luglio. Il Presidente Tsipras ha dichiarato che adesso la Grecia avrà più forza nelle trattative per rielaborare il piano di rientro del debito. Con lui hanno vinto anche tutti quelli che vedono nell'euro e nell'Europa la causa principale della crisi generale.

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Si festeggia anche in Italia, Spagna e così via. La Grecia sarà la cavia per vedere se e come è possibile uscire dall'Europa e magari ripristinare una propria moneta. Loro hanno scelto, hanno detto che sono stanchi non tanto dell'euro, ma di sottostare agli ordini della Merkel.

Le reazioni della Merkel

Per la verità ieri, per conto dei "padroni" tedeschi hanno parlato il presidente del Parlamento Europeo Schulz e quello dei popolari Weber. Tutti e due hanno parlato di aiuti umanitari da mandare in Grecia, cioè si pensa alla linea dura contro Tsipras. Infatti molto dipenderà dalla BCE, la Banca Europea che deve concedere immediata liquidità alla Grecia :per evitare che il popolo ellenico rimanga senza nemmeno uno spicciolo per fare la spesa è necessario che le banche Greche che hanno finito i soldi siano aiutate con apporto di denaro contante. Gli aiuti umanitari vanno esattamente nelle direzione opposta.

Le soluzioni possibili?

Difficile prevedere cosa succederà, l'Europa può abbandonare la Grecia costringendola ad uscire dall'euro oppure la Grecia può creare una sua moneta affiancandola all'euro pur sapendo che sarebbe una moneta con potere d'acquisto ridotto rispetto all'euro.

E' chiaro che i debiti vanno pagati e quelli contratti dalla Grecia pure. Che Tsipras non fosse affidabile, come pensavano alla UE, forse è vero, ma costringere un popolo, un suo Capo di Stato ad aumentare l'IVA sul turismo, ridurre le spese militari nonostante l'ossessione greca per la minaccia turca, non è giusto, c'è sempre la sovranità dello Stato prima che l'obbedienza ad una Europa a tinte tedesche. Noi non siamo distanti dalla Grecia sia geograficamente che politicamente. Anche Renzi è stato obbligato a fare il Jobs Act ed a pensare a tagli e riduzioni per i dicktat che arrivano da Berlino. Dalla Grecia arriva un messaggio all'Europa: "non si può ridurra alla fame un popolo per farlo uscire dalla fame".