La turchia continua a dettare la propria linea non solo all'interno dei suoi confini, attraverso diversi arresti e la chiusura di numerosi mezzi di informazione, ma anche verso l’Europa. Ecco quali sono i motivi della tensione crescente tra lo Stato turco e l'Unione Europea, soprattutto la Germania.

Turchia: "In pericolo l'accordo sui rifugiati"

Se non saranno esentati dal visto i propri cittadini che vorranno circolare in Europa, la Turchia non riconoscerà più la convenzione con Bruxelles sui rifugiati, firmata lo scorso 18 marzo. Il diktat è stato lanciato dal ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu sulle colonne del giornale tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Secondo Cavusoglu, i meriti del successo degli accordi riguardanti i profughi sono da attribuire totalmente alla Turchia: "Noi abbiamo intrapreso misure serissime, tra cui quelle riguardanti i trafficanti di uomini".

Ovviamente, se da ottobre non arriverà l’esenzione del visto per i cittadini turchi, i risultati raggiunti potrebbero essere annullati. All'inizio di giugno, i rapporti fra Turchia e Germania avevano subito un contraccolpo, a seguito del riconoscimento del genocidio degli armeni da parte dei tedeschi, che ha suscitato lo sdegno turco.

Ancora tensioni Turchia-Germania

Anche se il ministro degli Esteri della Turchia ha precisato che questa non vuole essere una minaccia, a qualcuno è tornato in mente il mancato appoggio della Germania nella notte in cui si verificò il golpe contro Recep Tayyip Erdogan: infatti, il governo tedesco decise di non concedere i propri aeroporti per l’atterraggio d'emergenza dell’aereo con a bordo il presidente turco, che voleva cercare riparo proprio in Europa.

"Se non si arriva alla liberalizzazione dei visti per i nostri cittadini – ha sottolineato Cavusoglu – dovremo cestinare l’accordo sui rifugiati".

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Che sia inizio o metà ottobre, non importa al ministro turco: "L’importante è che a breve avremo una data fissa, dopo la quale i turchi non necessiteranno più del visto per circolare in Ue". Ma il rapporto tra Turchia e Germania viene messo a dura prova da un altro evento: a Colonia si sono radunati centinaia di manifestanti in solidarietà al presidente Erdogan. Il discorso del "sultano della Turchia", però, non è stato trasmesso in diretta, per volere di una Corte tedesca: la decisione non è andata giù al ministro turco per gli Affari europei, Omer Celik, che su Twitter ha commentato: "Decisione contraria ai valori Ue democratici e di libertà di espressione".