Questa mattina Jean Claude-Juncker, il Presidente della Commissione Europea, si é recato a Bruxelles per l’attesissimo State of the Union Address, il discorso in cui vengono presentate la visione e la strategia dell’Unione Europea per il prossimo anno. Molti i punti che sono stati toccati dall’ex primo ministro del Lussemburgo, tra cui ´hot topics´ come la discoccupazione giovanile, l’immigrazione e le politiche di anti-terrorismo.

Quest’anno il Parlamento Europeo si é trovato ad ascoltare un discorso privo degli elementi ottimistici e positivi che avevano caratterizzato quello dello scorso anno.

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Infatti, gli ultimi dodici mesi non sono stati di certo facili per l’UE, tra la Brexit che ha posto l’accento sulle riforme che oramai sembrano essere necessarie per l’Unione, gli attacchi terroristici che hanno piegato la Francia in due ed un flusso migratorio che non accenna a fermarsi – e sinonimo di una crisi ancora piú grande e risonante che si sta svolgendo in Medio Oriente.

Crescita, rifugiati e solidarietá

Dal discorso di Juncker quindi comprendiamo come le tematiche piú importanti che vedranno l’attenzione delle istituzioni europee saranno sicuramente la disoccupazione giovanile e la creazione di nuovi lavori, una crescita sostenibile, le politiche di anti-terrorismo ed infine un lavoro attento ed accurato per tentare di porre fine alla crisi dei rifugiati, elemento che, piú degli altri, secondo Juncker, necessita di una risposta coerente e comune, o meglio ancora quello che lui definisce un “approccio collettivo.” A tal proposito infatti sostiene che “la solidarietá deve venire dal cuore: non puó essere né forzata, né imposta.”

Ma questi non sono stati i soli punti coperti dal discorso del Presidente della Commissione: degni di nota sono stati anche la necessitá di riformare il settore agricolo – importantissimo per molti degli Stati membri -, una riforma del mercato delle telecomunicazioni per agevolare gli investimenti e ´last but not least´ un piano di investimenti per l’Africa per scoraggiare l’immigrazione clandestina.

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Gli interventi

Non sono mancati inoltre gli interventi di diversi parlamentari: Nigel Farage, ex-leader del partito indipendentista britannico UKIP, ha afftermato che il discorso di Juncker é stato un “funerale per l’Unione Europea”, confermando quindi la sua posizione nettamente negativa sulla UE. Marine Le Pen, a capo del partito francese FN, ha confermato la sua intenzione di proporre un referendum sull’uscita della Francia dall’Unione Europea, la cosidetta ´Frexit´. Anche Salvini ha preso parola, anche se per pochissimo: nel suo intervento ha affermato che questo sará “l’ultimo discorso a vanvera” per Juncker e che “i cittadini si stanno populisticamente e nazionalisticamente svegliando.” Il suo intervento é stato in netto contrasto con quello di Gianni Pittella, che ha invece elogiato sia Juncker che la Mogherini per il loro lavoro al servizio delle istituzioni europee.

Sono quindi molte le sfide che l’Unione Europea dovrá affrontare nei prossimi 12 mesi, ma una cosa é certa. Dal discorso di Juncker si evince che solo un approccio collettivo attraverso la collaborazione degli Stati membri potrá porre fine a quest’era di incertezza per la nostra Unione.