Le elezioni austriache sono sintomatiche della digressione democratica dell'Europa, dove oramai il popolo non decide, tutto si rimanda e si vive alla giornata. Dopo l'annullamento del ballottaggio primaverile in seguito a brogli che hanno caratterizzato la tornata elettorale per la scelta del Presidente, e dopo il rinvio dello stesso fissato per il 2 Ottobre, l'Austria ha nuovamente procrastinato la data del ballottaggio. Lo ha annunciato il 12 Settembre il Ministro dell'Interno austriaco Wolfgang Sobotka, individuando nel 4 Dicembre la nuova data ammissibile per la competizione. Essa dovrà, però, essere approvata dal Parlamento in quanto l'attuale legge elettorale del Paese prevede il rinvio del ballottaggio solo nel caso della scomparsa di uno dei due contendenti, ma non lo consente per motivi tecnici. La causa del nuovo rinvio pare sia dovuta a un difetto nella fabbricazione della striscia adesiva delle buste usate nel voto per corrispondenza che ne pregiudicherebbe la perfetta chiusura.

Lo stesso problema che ha decretato l'annullamento del voto del 22 Maggio.

I motivi del primo annullamento

I due candidati in lizza per la corsa alla Presidenza del Paese sono Norbert Hofer, esponente del partito nazionalista (FPO), e Alexander Van den Bellen, ambientalista (Verdi) che, nella precedente tornata elettorale, aveva vinto con un esiguo vantaggio di circa 30000 voti. Un trionfo illusorio perché, di fronte alle tante segnalazioni di brogli, il partito della FPO aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale che aveva effettivamente rilevato diverse irregolarità nello scrutinio di circa 78 000 schede, soprattutto tra quelle pervenute per posta. Il problema consisteva in un difetto di chiusura delle buste che contenevano le schede, circostanza che aveva sancito l'annullamento delle elezioni.

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Rinvio legittimo o meditata strategia?

I maligni insinuano che l'allungamento dei tempi sia dovuto ad una precisa strategia degli avversari politici di Norbert Hofer e della sua fazione. Van den Bellen, dato per favorito fino a pochi mesi fa, oggi risulta essere indietro nei sondaggi, a tutto vantaggio del suo avversario di destra, evenienza che ha scatenato una serie di commenti secondo i quali sia intenzione delle forze contrapposte alla FPO prendere tempo per tentare una rimonta che, tuttavia, appare disperata.

Particolarmente dubbioso è stato il Vicepresidente del Senato Italiano Roberto Calderoli che ha così dichiarato:" Che a tre settimane dal voto l'Austria blocchi le elezioni presidenziali, rinviandole di oltre due mesi, perché le buste non sono collose, mi fa sentire puzza di trucchi elettorali e francamente mi lascia perplesso la motivazione tecnica che ha portato a questo rinvio, per difetto delle buste degli elettori esteri, quando proprio quegli stessi elettori esteri fecero modificare, all'ultimo istante, l'esito della competizione elettorale facendo dichiarare vincitore, in un primo momento, il candidato dei Verdi". I commenti più pungenti sono giunti dal popolo dei social: "Naturalmente la colla è stata sniffata".

" Volare nello spazio-nessun problema, Stampare buste-impossibile".

Intanto secondo il tabloid Osterreich, il candidato dell'FPO si attesterebbe al 53% dei consensi e, secondo il Kurier, il 38% del popolo austriaco sarebbe sicuro della sua vittoria. Per il momento di certo c'è che il Paese figura tra i 56 Stati messi sotto osservazione dall'Ocse, (l'organizzazione intergovernativa che si occupa, tra l'altro, della tutela delle libere elezioni), e questo rappresenterebbe più di un semplice appiglio per quelli che si interrogano sugli strani movimenti di chi in Austria teme la vittoria della destra Nazionalista.