La Brexit continua ad essere oggetto di dibattito in Europa, e a Bruxelles i toni si fanno sempre piú tesi. A detta di Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo dal 2009 al 2014, le vere negoziazioni per un accordo tra il Regno Unito e l’Unione Europea non potranno partire prima della fine del prossimo anno. Secondo l’ex primo ministro belga, anche se le trattative potranno iniziare non appena Theresa May deciderá di attivare l’artcolo 50 del Trattato di Lisbona – che prevede un meccanismo di recesso volontario ed unilaterale di un paese dall’Unione Europea. I punti piú importanti non potranno essere discussi prima che venga formato un nuovo governo in Germania, ossia ad ottobre-novembre 2017. Il prossimo sará infatti un anno pieno di cambiamenti in Europa: le elezioni in Germania si terranno a settembre, mentre ad aprile si voterá per le presidenziali in Francia.

Per questo motivo, l’Unione Europea vorrá sicuramente attendere fino a quando non ci sará piú stabilitá negli stati chiave dell’Unione prima di concludere un accordo con la Gran Bretagna.

Se la May dovesse decidere di dare il via all’articolo 50 ad inizio anno, questo darebbe la possibilitá al Regno Unito di iniziare le trattative e prepararsi in modo adeguato per i punti chiave che verranno discussi a partire dalla fine del 2017. Le parole di Van Rompuy confermano peró i timori di coloro che temono un iter troppo lungo per l’uscita di Albione dall’Unione. Timori che tra l’altro sono condivisi da politici ed economisti di entrambi i lati del Canale: delle trattative troppo lunghe, infatti, inciderebbero negativamente sulle politiche interne di molti stati, creando una situazione di incertezza ed insicurezza che vorrebbe essere evitata in una fase cosí delicata per l’UE.

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Van Rompuy, che ha descritto la Brexit come una “amputazione politica di primo grado”, ha anche affermato che la Gran Bretagna non ha molti amici in Europa, non tanto perché ci sia una volontá di vendetta nei confronti del Regno Unito, ma piuttosto perché molto degli stati membri vorrebbero evitare un effetto domino. Nel frattempo, nonostante molti politici in continente abbiano ripetutamente chiesto alla May di chiarire la sua posizione sulle trattative con l’Unione. Il governo di Londra sembra ancora essere indeciso e frammentato al riguardo, pertanto sembrerebbe che bisogni aspettare ancora per una posizione certa della Gran Bretagna. Tra i punti chiave da discutere ci sono sicuramente le politiche di limitazione all’immigrazione da parte dei cittadini dell’UE e il libero movimento dei lavoratori. La May, inoltre, sembrerebbe invece voler garantire l’accesso al mercato europeo comune (MEC) per il Regno Unito, offrendo questo molti vantaggi specialmente per le multinazionali della City.