Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è giunto in Italia nella mattinata di oggi, 26 febbraio. L'atteso incontro con il premier Matteo Renzi, anche alla luce delle recenti polemiche su flessibilità e migranti, si è consumato dopo la visita dello stesso Juncker all' ex Capo dello Stato Napolitano.

L'incontro con Renzi e l'identità di vedute

Matteo Renzi si è recato all'incontro con Juncker dopo aver inaugurato un nuovo stabilimento della Laika a San Casciano Val di Pesa, in Toscana.

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Un'azienda tedesca che ha deciso di aprire uno stabilimento in Italia, con un investimento di 40 milioni di euro,a fronte di 289 posti di lavoro.

Sembra passato il tempo delle feroci polemiche tra Renzi e Juncker.

A seguito del faccia a faccia tra i due, è seguita una conferenza stampa dai toni molto pacati e concilianti. Il presidente della commissione ha elogiato il ruolo dell'Italia nell'accoglienza dei migrantii. "Sul tema dell'immigrazione- ha affermato Juncker- l'Italia, ha una condotta esemplare, è un modello per gli altri paesi europei". Ha poi proseguito sul rapporto, ultimamente non proprio idilliaco, tra Italia ed istituzioni europee. "L'Italia è un grande paese, tra i fondatori dell'Europa. Quando si dice Roma, si dice Europa. C'è ampia identità di vedute, più punti di incontro che parziali disaccordi, talvolta maldestri". Juncker ha tenuto a precisare che la commissione da lui presieduta " non è un raggruppamento di tecnocrati e burocrati a favore di un'austerità sciocca". Si è poi detto d'accordo col premier italiano per il " prolungamento del piano di investimenti Ue".

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Il calo delle procedure d'infrazione dell'Italia e la flessibilità

Matteo Renzi ha aperto la conferenza stampa esaltando la correttezza italiana nei confronti dell'Europa, a differenza dei precedenti esecutivi. "Credo che sia per noi un momento importante quello della visita di Juncker. Lo abbiamo accolto con una notizia, ovvero del record storico per l'Italia delle infrazioni, nel senso di riduzione delle procedure a nostro carico. L'Italia, col nostro governo, ha visto il numero di procedure ridursi da 199, dall'inizio del mandato, alle 83 di oggi".

Renzi esalta l'operato dell'Italia, ma fa capire che il nodo flessibilità, che si scioglierà a maggio, sarà per il governo il punto cruciale. Fondamentale è che l'Europa riconosca i progressi dell'Italia in campo di riforme, in campo economico e nell'ambito  del problema dell'immigrazione. Juncker ha giustamente fatto notare come "l'Italia abbia già goduto di elementi di flessibilità introdotti dalla commissione nel gennaio 2015", una sorta di avvertimento, neanche troppo velato.

L'atteggiamento italiano,a  fronte delle riforme e dell'appoggio al piano Juncker, come sostengono fonti amministrative italiane, sarà quello di collaborazione e non di mera esecuzione di ordini che arrivano dalle alte sfere, come ribadito dal documento italiano presentato a Bruxelles. Il progetto di Renzi è quello di accompagnare alla crescita economica italiana, anche se debole, un aumento della considerazione internazionale del bel Paese. In questa direzione, per l'appunto, vanno la pacatezza dei toni di tutte le parti e la disponibilità a venirsi incontro.