Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato l'unità ai vertici dell'esercito di Kiev, in un contesto di crescenti critiche per la recente rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. La decisione presidenziale ha fatto seguito a uno scontro significativo tra Fedorov e il comandante in capo dell’esercito, Oleksandr Syrsky, generando tensioni interne alle istituzioni militari ucraine. Zelensky ha espresso il suo disappunto, affermando: “Un presidente in tempo di guerra non dovrebbe essere costretto a scegliere in una situazione del genere, onestamente”, e ha ribadito il suo forte desiderio di “unità”.
La destituzione di Fedorov ha innescato una notevole reazione sia tra gli alti gradi militari sia nella società civile. Per la prima volta dall'estate precedente, i cittadini ucraini hanno organizzato proteste pubbliche in tempo di guerra, mobilitandosi inizialmente online per poi scendere in piazza in diverse città. I manifestanti hanno esposto cartelli a sostegno di Fedorov, chiedendo al presidente Zelensky di riconsiderare la sua scelta.
Il conflitto sulle riforme e le reazioni
Il fulcro del disaccordo tra Mykhailo Fedorov e Oleksandr Syrsky riguardava le proposte del ministro per la riforma del funzionamento del Ministero della Difesa. Fedorov, riconosciuto come un innovatore con un background nel settore tecnologico, si è scontrato con l'approccio più tradizionale di Syrsky.
Questo contrasto è stato spesso descritto come uno scontro generazionale tra una visione manageriale moderna e un'impostazione militare classica. Dopo la conferma della sua rimozione, Fedorov ha condiviso un bilancio del suo mandato di sei mesi, evidenziando i progressi e le sfide. Ha ammesso di non essere riuscito a completare la trasformazione organizzativa del ministero secondo gli standard NATO e ha sottolineato l'avvio di numerosi processi di cambiamento, pur riconoscendo la necessità di maggiore risolutezza nel rimuovere chi ostacolava le modifiche.
La decisione di Zelensky ha avuto ripercussioni anche tra i vertici militari, portando alle dimissioni del vice comandante dell’aeronautica ucraina, Pavlo Yelizarov.
Yelizarov ha motivato la sua scelta affermando che la rimozione di Fedorov rappresenta “un grande male per la capacità difensiva del Paese”. Numerosi altri esponenti della società civile e dell'ambiente militare hanno espresso preoccupazione per l'interruzione delle riforme e per il rischio di stagnazione e corruzione nelle istituzioni di difesa.
Le proteste civili e il contesto
Le manifestazioni a sostegno di Fedorov sono state ampiamente organizzate attraverso i social media, con slogan incisivi come “Il popolo protegge il ministro della Difesa” e “Hai licenziato la persona sbagliata”. Le proteste sono state strategicamente programmate per iniziare subito dopo il minuto di silenzio nazionale dedicato ai caduti, conferendo un forte valore simbolico all'iniziativa.
Tra gli organizzatori e i promotori figurano veterani di guerra e influenti attivisti civili, i quali hanno criticato la sostituzione di Fedorov con il ministro dell'Interno Ihor Klymenko, paventando un rallentamento delle importanti riforme avviate.
Il Ministero della Difesa ucraino ha la missione istituzionale di pianificare e gestire le attività di difesa nazionale, di modernizzare le forze armate e di allinearsi agli standard internazionali, in particolare quelli della NATO. Le recenti tensioni ai vertici si inseriscono in un quadro più ampio di riforme strutturali intraprese negli ultimi anni per rafforzare la capacità difensiva del Paese.