Il Cremlino ha escluso un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in occasione del G20 di Miami. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato il 12 settembre 2026 l’impossibilità di tale ipotesi, respingendo la proposta del leader ucraino e confermando la posizione di Mosca su un eventuale colloquio.
La linea di Peskov è chiara: un faccia a faccia, per Mosca, è possibile solo nella capitale russa. Interpellato su sedi alternative, il portavoce ha ribadito: “C'è la disponibilità a incontrarlo a Mosca”, unica opzione considerata dal Cremlino.
La proposta di Zelensky per il vertice
La posizione russa giunge dopo la proposta di Zelensky di incontrare Putin al G20 di Miami, appuntamento previsto a dicembre. Il presidente ucraino aveva collegato tale proposta alla necessità di un confronto diretto durante il vertice, qualora il presidente russo avesse partecipato. L'obiettivo era un colloquio tra i due leader durante il summit.
Zelensky ha motivato la sua richiesta richiamando l'esigenza di “parlare e prendere decisioni”. La sua posizione era legata al vertice di Miami e alla possibile presenza di Putin. Il Cremlino ha frenato, ribadendo la disponibilità per Mosca e non proponendo alternative.
La risposta di Mosca e la partecipazione russa
Nel contesto delle dichiarazioni russe, anche Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera, è intervenuto sulla possibile presenza di Putin al G20. Ushakov ha affermato che la partecipazione del presidente russo non è ancora stata discussa. Questa precisazione si allinea a Peskov, che ha ribadito la disponibilità a un incontro solo nella capitale russa.
La vicenda si inserisce nel calendario degli appuntamenti collegati al G20. La Russia è tornata a partecipare a incontri del formato G20 e invia rappresentanti.