Le autorità serbe hanno temporaneamente sospeso l'ordine di espulsione nei confronti di Massimo Moratti, cittadino italiano e stimato esperto di diritti umani, nonché collaboratore del portale Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT). Il provvedimento, che era collegato al diniego del suo permesso di soggiorno in Serbia, sarebbe dovuto entrare in vigore il giorno successivo alla sua diffusione da Belgrado, avvenuta il 18 settembre 2026 alle 18:52.
Moratti era stato precedentemente designato dalle autorità serbe come un "rischio inaccettabile per la sicurezza", motivazione alla base dell'ordine di allontanamento.
La sospensione temporanea, della durata di due settimane, ha esteso la validità del suo permesso di risiedere nel Paese per un periodo di ulteriori quindici giorni, consentendogli così di attendere in Serbia l'esito del ricorso presentato contro la decisione di espulsione. Questa vicenda segue un precedente provvedimento, emesso nella stessa giornata, che prevedeva un divieto di rientro di un anno per motivi di minaccia alla sicurezza.
Il ricorso e la permanenza in Serbia
Il giornalista Massimo Moratti, originario del Friuli Venezia Giulia, risiede in Serbia dal 2022 insieme alla moglie e al figlio. L'ordine di allontanamento impone anche un divieto di rientro nel Paese per un anno. Mentre alla sua compagna era stato concesso il permesso di soggiorno, a Moratti era stato negato.
La coppia aveva presentato la richiesta di permesso temporaneo alle autorità serbe a fine gennaio; il permesso era stato poi accordato alla compagna nel mese di maggio.
Nel giugno successivo, Moratti ha partecipato a un incontro formale con l'Agenzia per la sicurezza e l'informazione dello Stato serbo, dove è stato interrogato in merito alle sue attività professionali, sia passate che attuali, svolte nel Paese. Il 3 settembre, la compagna ha ricevuto una telefonata dalla polizia che convocava Moratti per il giorno seguente presso l'ufficio competente per i cittadini stranieri. In quella sede, gli è stato ufficialmente notificato il provvedimento di espulsione.
Assistito dal suo legale, Massimo Moratti ha presentato ricorso contro la decisione dell'Ufficio il 10 settembre.
Successivamente, ha richiesto al Tribunale amministrativo una misura cautelare per sospendere la procedura di espulsione, richiamando nella sua istanza anche la delicata condizione familiare, con la moglie e il figlio che risiedono stabilmente in Serbia.
Il profilo professionale e il legame con OBCT
L'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT) è indicato come un centro studi.