Il presidente Vladimir Putin ha accusato l’Europa di ricorrere al tema dei preparativi per una guerra contro la Russia con l'intento di celare la propria perdita di prestigio e i propri errori. Le dichiarazioni sono state diffuse il 18 settembre 2026, inserendosi nel quadro dei rapporti tesi tra Mosca e i Paesi occidentali, con riferimenti specifici all’Ucraina e alle attività militari europee nel Mar Baltico.

Putin ha affermato che l'Europa “cerca di salvare il proprio prestigio in caduta libera e di celare i propri errori parlando di preparativi per una guerra contro la Russia”.

Nello stesso intervento, il leader russo ha sostenuto che l'Occidente “usa gli ucraini come carne da cannone”. Questa formulazione concentra l’accusa su due elementi chiave: il dibattito europeo sulla presunta minaccia russa e il ruolo che Mosca attribuisce ai Paesi occidentali nel conflitto in Ucraina.

Le osservazioni sul Mar Baltico

Nel passaggio dedicato alle attività militari europee, Putin ha dichiarato che la Russia prende atto delle esercitazioni nel Mar Baltico. Il riferimento riguarda manovre che, secondo le parole del presidente russo, simulerebbero il sequestro di navi civili. Il Mar Baltico entra così nelle dichiarazioni come un’area indicata da Mosca per descrivere attività europee osservate con attenzione.

Il richiamo alle navi civili compare accanto all’accusa rivolta all’Europa circa la preparazione di un conflitto. Il testo non fornisce ulteriori dettagli sulle esercitazioni citate, né specifica i Paesi partecipanti, le date operative o le unità coinvolte. Il punto esposto da Putin rimane la constatazione da parte russa di manovre ritenute rilevanti nel contesto delle relazioni con l’Europa.

Il precedente avvertimento sull’Ucraina

Quattro giorni prima, il 14 settembre 2026, Putin aveva già rivolto un avvertimento ai governi europei sul possibile invio di truppe in Ucraina, comprese forze di peacekeeping. Quelle dichiarazioni erano state collegate alla sua partecipazione a un vertice dei leader Brics a Nuova Delhi e contenevano il richiamo al fatto che un dispiegamento di truppe europee sul territorio ucraino avrebbe significato una guerra con la Russia.