Nuova Gorizia, 15 settembre 2026 – L'Italia sta attivamente valutando l'introduzione di misure alternative concordate alla sospensione del trattato di Schengen al confine con la Slovenia, una volta che l'attuale proroga giungerà a termine. Questa importante dichiarazione è stata rilasciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al culmine di un proficuo incontro con il suo omologo sloveno, Tone Kajzer. L'iniziativa è strettamente legata all'esigenza di rafforzare la sicurezza nazionale e di intensificare il contrasto all'immigrazione irregolare.
La proroga in vigore per i controlli di frontiera è fissata per scadere il prossimo 18 dicembre.
Tajani ha chiarito che il governo italiano accoglie con favore l'adozione di soluzioni diverse dalla mera sospensione, a patto che tali misure siano il risultato di un accordo bilaterale con la Slovenia e garantiscano con efficacia gli obiettivi primari di sicurezza e di lotta ai flussi migratori non regolamentati. Il ministro ha inoltre rivelato di aver già avuto un confronto approfondito sulla questione con il ministro dell'Interno, Piantedosi. Tra le opzioni concretamente considerate, spicca un modello di collaborazione mista, che si ispira all'esperienza positiva già implementata al confine con la Francia, prevedendo un impiego coordinato e sinergico di personale di polizia sia italiano che sloveno.
Il futuro del confine Italia-Slovenia: cooperazione e controlli
Il cuore del dibattito tra i ministri Tajani e Kajzer ha riguardato la futura gestione del confine italo-sloveno e le strategie da adottare nella fase successiva alla scadenza della proroga. Mentre il ministro italiano ha delineato la prospettiva di misure alternative concordate alla sospensione di Schengen, il ministro sloveno Kajzer ha offerto una visione del confine come "uno spazio di cooperazione e nuove opportunità". La proposta di una collaborazione mista evidenzia l'intenzione di mantenere un'elevata attenzione sui controlli operativi e di promuovere una stretta sinergia tra gli apparati di polizia dei due Paesi, garantendo al contempo la fluidità delle relazioni transfrontaliere.
La data del 18 dicembre assume un'importanza strategica, rappresentando il termine ultimo entro il quale dovranno essere definite e implementate le nuove modalità operative alternative alla sospensione. L'approccio illustrato dal ministro Tajani ribadisce con forza che, pur nella ricerca di soluzioni innovative, l'impegno costante per la sicurezza e il fermo contrasto all'immigrazione irregolare rimangono capisaldi irrinunciabili della politica italiana di gestione delle frontiere.
Contesto più ampio: le sospensioni Schengen e la sicurezza europea
La discussione sulla sospensione di Schengen al confine con la Slovenia si inserisce in un contesto più ampio di riflessioni sulla sicurezza europea.
Antonio Tajani aveva già affrontato questo delicato tema in un'intervista pubblicata il 1° settembre 2026. In quell'occasione, il ministro si era espresso in merito alla proroga, di ulteriori quindici giorni, della sospensione dell'accordo di Schengen per i collegamenti via mare e via aerea dalla Spagna. La decisione era stata motivata dalla crisi migratoria a Ceuta e dalla conseguente, impellente necessità di tutelare la sicurezza del Paese e delle sue frontiere esterne.
Nel corso del medesimo intervento, Tajani aveva categoricamente escluso che le decisioni adottate avessero qualsiasi finalità politica, sottolineando come fossero dettate esclusivamente da improrogabili esigenze di sicurezza e di tutela degli interessi nazionali.