Roma, 7 ottobre – Il bilancio delle vittime di un massiccio attacco missilistico che ha colpito la regione di Chernihiv è salito a 14 morti, tra cui quattro bambini. L'aggressione, avvenuta nella notte su mercoledì 7 ottobre, ha provocato anche un numero elevato di feriti: si contano 50 persone, delle quali sette sono minorenni. Le operazioni di soccorso proseguono incessantemente per fornire assistenza ai sopravvissuti e recuperare eventuali dispersi.
L'attacco nella regione di Chernihiv, dove un condominio a Pryluky è stato distrutto, si inserisce in un quadro più ampio di bombardamenti intensi.
Nella stessa notte, missili e droni russi hanno colpito non solo questa area settentrionale, ma anche la capitale Kyiv e altre importanti regioni ucraine. Le incursioni hanno causato danni significativi a infrastrutture civili e residenziali, estendendo la scia di distruzione su un vasto territorio.
A livello nazionale, le autorità hanno confermato che il numero totale delle vittime civili a seguito di questa ondata di attacchi ha raggiunto almeno 19 persone. I feriti complessivi, distribuiti tra le varie località colpite, ammontano a circa 60 persone. La portata dell'offensiva ha evidenziato le persistenti difficoltà del paese nel contrastare efficacemente i missili balistici e i nuovi droni russi, rendendo sempre più pressante la necessità di sistemi di difesa aerea avanzati, come i sistemi Patriot.
L'intelligence aveva previsto la possibilità di un'escalation, e il presidente ucraino aveva già avvertito il giorno precedente della potenziale minaccia di un massiccio bombardamento. Questa previsione si è purtroppo concretizzata, portando a una delle giornate più letali per la popolazione civile e sottolineando la continua prosecuzione della guerra aerea a lungo raggio tra le due nazioni.