Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sollecitato a Bruxelles, il 15 ottobre 2026, una riduzione netta del bilancio comune dell’Unione europea, definendo la proposta negoziale della presidenza irlandese ancora insufficiente. Al suo arrivo al summit UE, Merz ha chiarito la posizione tedesca, legandola all'eccessivo livello dei contributi richiesti agli Stati membri e anticipando un negoziato complesso sul quadro finanziario pluriennale.

Merz ha dichiarato esplicitamente la necessità di “ridurre significativamente il bilancio comune rispetto alle proposte”, affermando che “Nessuno Stato membro dell'Ue può permettersi di versare contributi di questa entità”.

Ha previsto negoziati “molto, molto difficili” e, pur ringraziando la presidenza irlandese, ha ribadito che la proposta è lontana dal punto di arrivo desiderato.

La posizione tedesca sul compromesso irlandese

Per Merz, il punto focale è l’entità complessiva del bilancio comune. La proposta negoziale irlandese, sebbene presentata, è ritenuta insufficiente dal cancelliere tedesco rispetto alla richiesta di una riduzione più marcata. Il confronto si concentra sul volume del bilancio e sui contributi nazionali che gli Stati membri dovrebbero sostenere per il finanziamento del quadro finanziario pluriennale.

Nonostante le difficoltà, Merz ha auspicato un accordo entro la fine dell’anno sul quadro finanziario pluriennale.

Ha però precisato che le posizioni nell’Unione europea rimangono molto distanti, sottolineando la complessità politica del negoziato tra governi e istituzioni europee.

Il contesto della bozza per il bilancio 2028-2034

La proposta irlandese per il bilancio settennale dell’Unione europea (2028-2034) prevede un taglio dell’8% (circa 141 miliardi di euro) rispetto al piano originario da 1,72 trilioni di euro della Commissione europea. Questa bozza ha generato critiche dagli Stati membri che chiedono tagli più profondi, e dal Parlamento europeo e dalla Commissione, preoccupati per la riduzione delle risorse destinate a competitività, innovazione, difesa, cooperazione globale e capacità di risposta alle crisi. Il ministro irlandese Thomas Byrne ha difeso la bozza come una base per negoziare, non un testo finale di accordo.