Dopo mesi di stallo politico, il Parlamento rumeno ha approvato martedì 20 ottobre 2026 a Bucarest il governo filo-Ue proposto dal premier incaricato Luca Niculescu. L'investitura è giunta con 280 voti favorevoli, superando ampiamente la soglia di 233 necessaria per l'approvazione. Questo voto cruciale pone fine a un lungo periodo di incertezza, iniziato a maggio con il crollo della precedente coalizione, durante il quale Niculescu, un diplomatico di 55 anni, è stato il quarto candidato a cercare di ottenere una maggioranza parlamentare stabile.
Il nuovo esecutivo, sostenuto da tre partiti proeuropei, ha così ottenuto il via libera per operare con pieni poteri, chiudendo la fase di ripetuti tentativi infruttuosi di formare un gabinetto. La composizione del governo comprende ministri provenienti dal Partito Social Democratico, la principale formazione del Paese, affiancati da tecnocrati.
Il profilo del premier incaricato
Luca Niculescu si distingue per la sua natura indipendente, non avendo affiliazioni politiche dirette, e per la sua profonda esperienza diplomatica. Prima di assumere l'incarico di premier, ha ricoperto il ruolo di segretario di Stato al ministero degli Affari Esteri, con specifiche competenze sul processo di adesione della Romania all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
La sua carriera internazionale è fortemente legata alla Francia, dove è stato ambasciatore tra il 2016 e il 2022, rappresentando contemporaneamente la Romania anche ad Andorra e Monaco. Ha inoltre svolto importanti incarichi nell'ambito dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia. La sua formazione accademica include studi in giornalismo e comunicazione, condotti sia a Bucarest che a Strasburgo, prima di intraprendere il percorso diplomatico.
Il contesto della crisi politica
La crisi politica che ha preceduto l'attuale investitura era scaturita a maggio, in seguito al crollo della precedente coalizione governativa, composta da quattro partiti e guidata dal premier liberale Ilie Bolojan.
L'approvazione del governo Niculescu, con i suoi 280 voti favorevoli rispetto ai 233 necessari, rappresenta il culmine di diversi tentativi volti a ristabilire una maggioranza parlamentare stabile e funzionale.
Il sostegno al governo Niculescu è garantito da tre partiti proeuropei. Nel voto favorevole sono compresi il Partito d