Sarajevo ha reso omaggio a Moreno Locatelli, il pacifista tragicamente ucciso da un cecchino il 3 ottobre 1993. La commemorazione annuale si è tenuta il 3 ottobre 2026, in concomitanza con le elezioni politiche in Bosnia-Erzegovina, e ha visto la partecipazione di una delegazione di parlamentari italiani, tra cui Eugenio Zoffili, Piero Fassino e Alessandro Alfieri. Il deputato Eugenio Zoffili, vicepresidente dell’Assemblea parlamentare OSCE, era presente in missione istituzionale proprio in Bosnia-Erzegovina.

Locatelli, un religioso originario del Comasco, si era unito ai volontari dei Beati costruttori di pace.

Durante la cerimonia a Sarajevo, Zoffili ha voluto sottolineare il profondo significato della presenza di Locatelli nella città martoriata dalla guerra. Ha ricordato che “Moreno era venuto a Sarajevo per la Pace e il suo messaggio resta attuale”. Zoffili ha poi aggiunto che è attraverso il dialogo e la cooperazione che le organizzazioni internazionali sono chiamate a impegnarsi quotidianamente per costruire, grazie alla diplomazia, sicurezza e stabilità per i Paesi e i loro cittadini. Il vicepresidente dell'Assemblea parlamentare OSCE ha inoltre espresso gratitudine all’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Eti Castellani, per l’invito alla cerimonia, concludendo con l'affermazione: “Non lo dimenticheremo”.

La figura di Gabriele Moreno Locatelli: un impegno per la pace

Gabriele Moreno Locatelli nacque il 3 maggio 1959 a Canzo, in provincia di Como. Dopo aver completato il biennio di ragioneria, intraprese la professione di operaio metallurgico. La sua formazione giovanile fu caratterizzata dalla frequentazione dell’oratorio e dall’impegno nell’Azione Cattolica, esperienze che lo portarono, all'età di diciannove anni, a maturare la decisione di entrare nell'ordine dei Frati Minori Rinnovati. All'interno della vita religiosa, assunse il nome di fra Gabriele e trascorse un periodo significativo a Corleone, dove visse in un antico carcere trasformato in convento e luogo di fraternità.

Per sette anni, fra Gabriele condivise appieno la vita francescana, dedicandosi al servizio dei poveri in diverse località italiane e anche a Parigi.

Dopo aver lasciato la vita religiosa, il suo impegno sociale non si interruppe, ma proseguì attraverso l’associazione CasAperta. A Brescia, Locatelli diede un contributo fondamentale alla ristrutturazione di una casa, ottenuta in comodato dai Carmelitani scalzi, che fu trasformata in un centro di accoglienza per profughi, immigrati e anziani. Il suo percorso di dedizione agli altri si congiunse successivamente con l’associazione Beati i costruttori di pace, un impegno che lo condusse fino a Sarajevo durante il conflitto, dove perse la vita per i suoi ideali di pace.