Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sollecitato l'Unione europea a prendere una decisione rapida sulla nomina di un portavoce o inviato abilitato a condurre i negoziati di pace in Ucraina a nome dell'intera Unione. L'appello è stato lanciato a Bruxelles il 15 ottobre 2026, a margine del prevertice del Partito Popolare Europeo (PPE), dove Tajani ha enfatizzato la necessità di una figura riconosciuta e condivisa da tutti gli Stati membri per garantire una voce unica europea.

Per Tajani, è cruciale che l'Europa si doti di un rappresentante capace di agire per conto e a nome dell'intera Unione.

Il ministro ha sottolineato l'importanza di una decisione rapida per dotare l'Europa di un portavoce di tutti, essenziale per accrescere il suo peso diplomatico. Questa richiesta mira a una rappresentanza europea unitaria, evitando iniziative frammentate e consolidando la posizione dell'UE sul fronte diplomatico.

La proposta per un inviato europeo

Nel delineare le possibili figure, Tajani ha indicato il presidente del Consiglio europeo, António Costa, come un'opzione autorevole. Ha però specificato che l'incarico potrebbe essere affidato anche a un'altra persona, purché la scelta sia il frutto di una decisione condivisa tra gli Stati membri. L'accento è posto sulla necessità che il prescelto possa parlare effettivamente a nome di tutti i 27 Paesi dell'Unione.

La proposta non si limita a un singolo nome. Tajani ha infatti menzionato anche l'ipotesi di un gruppo di Stati che possa agire in tal senso, ribadendo la centralità di una voce comune europea nei contatti per la pace in Ucraina. L'intervento ha evidenziato la pressante richiesta di una decisione chiara e tempestiva per una rappresentanza coesa dell'intera Unione, evitando iniziative separate che potrebbero indebolire la posizione negoziale europea.

Il ruolo del Presidente del Consiglio europeo

António Costa ricopre la carica di Presidente del Consiglio europeo dal 1º dicembre 2024. Il suo ruolo, delineato dall'articolo 15 del Trattato sull'Unione europea, comprende la presidenza delle riunioni, l'animazione dei lavori e l'impegno a favorire la coesione e il consenso tra i membri.

Le sue responsabilità includono anche la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio europeo, in stretta collaborazione con il Presidente della Commissione e basandosi sull'operato del Consiglio Affari generali, garantendo così una guida stabile e coordinata all'istituzione.