Gli Stati Uniti hanno avanzato ai paesi europei una proposta per lo sblocco parziale di alcuni asset sovrani russi, congelati a seguito dell'invasione dell'Ucraina. La proposta, emersa il 15 ottobre 2026 da New York, mirava a rilanciare i negoziati di pace, prevedendo il trasferimento di tali fondi in un veicolo finanziario sotto la supervisione di Washington. Tuttavia, l'idea è stata respinta dai delegati europei.

La proposta di Miami e il rifiuto europeo

La proposta statunitense è stata discussa la scorsa settimana a Miami, in una riunione che ha visto la partecipazione di negoziatori americani, rappresentanti ucraini e funzionari di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato.

L'obiettivo era utilizzare lo sblocco di una parte degli asset russi come leva per dare nuovo impulso ai colloqui di pace, con la gestione dei fondi affidata a una struttura finanziaria controllata da Washington.

Nonostante l'intento di favorire il dialogo, i delegati europei hanno espresso un netto rifiuto. Questa decisione ha di fatto interrotto, in quella sede, ogni ulteriore discussione sul piano, evidenziando una divergenza di vedute sulla gestione degli asset immobilizzati.

Il contesto degli asset russi congelati

La questione degli asset sovrani russi congelati dopo l'invasione dell'Ucraina è un tema complesso. È fondamentale distinguere tra lo sblocco o l'utilizzo del capitale di queste riserve e la gestione dei profitti generati dagli stessi.

Il dibattito ha spesso evidenziato la differenza tra l'impiego dei profitti straordinari e l'intervento diretto sul capitale, aspetto cruciale nella discussione sulla proposta statunitense.

Un elemento chiave è la collocazione geografica di una parte significativa di queste riserve, che si trova in custodia europea. Questa realtà conferisce un ruolo centrale ai paesi europei nelle decisioni relative agli asset e spiega la loro partecipazione e la posizione assunta a Miami. La proposta degli Stati Uniti, che mirava a un trasferimento di gestione sotto la propria supervisione, ha incontrato la resistenza dei delegati europei.