Un allarme significativo è stato lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Bruxelles il 16 ottobre 2026, con un monito diretto all’Europa riguardo alle gravi conseguenze di un’eventuale caduta dell’Ucraina. Zelensky ha collegato in maniera esplicita la capacità di resistenza del suo Paese a un potenziale e massiccio esodo di popolazione verso gli Stati europei, stimando in ben 20 milioni il numero di ucraini che potrebbero essere costretti a lasciare il territorio nazionale. Questa dichiarazione, pronunciata nella capitale belga, ha accompagnato una pressante richiesta di sostegno per la difesa dell’Ucraina di fronte ai leader europei.
Il presidente ucraino ha articolato il suo messaggio centrale con parole chiare e dirette: “Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti profughi in Europa, 20 milioni di ucraini”. A questa affermazione ha fatto seguito un’ulteriore specificazione: “Perché ci distruggeranno, ci spingeranno fuori - continua - per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese”. Il discorso di Zelensky ha così saldato in modo indissolubile il tema della difesa militare dell’Ucraina con quello delle profonde conseguenze umanitarie che, a suo dire, una sconfitta del Paese comporterebbe per l’intero continente.
L'appello di Zelensky a Bruxelles
L’intervento del presidente ucraino si è tenuto nella capitale belga, a seguito della sua partecipazione ai lavori del Consiglio europeo.
Durante la conferenza stampa, Zelensky ha delineato la prospettiva di un crollo dell’Ucraina non come una questione isolata, ma come un evento che coinvolgerebbe direttamente e in modo drammatico anche i Paesi europei. Ha ribadito che un numero estremamente elevato di cittadini ucraini, quantificato in 20 milioni, cercherebbe rifugio al di fuori dei confini nazionali, rendendo questo dato l’elemento quantitativo più impattante e allarmante della sua dichiarazione.
L’appello alla difesa dell’Ucraina è stato inserito da Zelensky in una più ampia analisi delle intenzioni attribuite a Vladimir Putin. Il presidente ucraino ha contestato fermamente l’idea che l’obiettivo russo sia limitato alla regione del Donbass, richiamando l’attacco iniziale a Kiev come prova evidente che Mosca miri alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina nella sua interezza.
In questo contesto, Zelensky ha anche menzionato l’uso di droni e le violazioni dello spazio aereo europeo, citando specifici episodi che avrebbero interessato Romania, Polonia, Germania, Moldova e Bulgaria, oltre a un attacco sventato all’aeroporto di Lipsia. Questi eventi, secondo il presidente, dimostrerebbero una strategia russa più ampia e aggressiva.
Sostegno europeo e richieste militari urgenti
Zelensky ha espresso di percepire un forte e consolidato sostegno europeo nei confronti di Kiev. Ha sottolineato come questo supporto sia cruciale non solo per la gestione dei rischi che gravano sull’Ucraina, ma anche per la sicurezza e la stabilità dell’Europa stessa. Il presidente ucraino ha evidenziato l'importanza di una risposta congiunta e decisa per fronteggiare le sfide attuali e future.