Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso una ferma critica il 9 ottobre 2026 in merito all'allentamento temporaneo delle sanzioni statunitensi sul diesel russo. La decisione, annunciata a seguito di una conversazione telefonica tra Donald Trump e Vladimir Putin, è stata collegata da Zelensky, tramite un messaggio pubblicato su X, alla prosecuzione della guerra in Ucraina e all'urgente necessità di una reale de-escalation con la Russia.

Le accuse di Zelensky: debolezza e prolungamento del conflitto

Nel suo intervento, Zelensky ha sottolineato come «qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia, in assenza di un accordo chiaro e duraturo di de-escalation, rappresenti un'evidente debolezza».

Tale scelta, ha argomentato, «gioca a favore della Russia, permettendole di uccidere di più, di prolungare la guerra, di mostrare ancora meno rispetto per l'America e di infliggere al mondo perdite e danni ancora maggiori». Questa dichiarazione segue l'annuncio da parte degli Stati Uniti di una revoca temporanea delle restrizioni sul diesel russo, presentata come diretta conseguenza del dialogo tra i due leader.

Il presidente ucraino ha poi rincarato la dose, affermando che «fare concessioni a Putin non porterà pace né alcun beneficio al mondo civile». Ha avvertito che la Russia «'ripagherà' il diesel con ulteriore terrore e perfidia», evidenziando che «consentire alla Russia di vendere prodotti petroliferi significa investire in una guerra che deve finire, non essere prolungata».

Zelensky ha concluso ribadendo che «ciò che serve è una reale de-escalation con la Russia, su base reciproca». La sua critica si focalizza sull'accesso della Russia ai mercati petroliferi e sull'esigenza di un percorso di de-escalation basato sulla reciprocità.

Dettagli dell'accordo sul diesel e le forniture

L'intesa annunciata dagli Stati Uniti prevede un incremento delle forniture di diesel russo destinate sia al mercato statunitense sia a quello globale. Le cifre specificate nel comunicato di Trump indicano una consegna immediata di oltre 300.000 tonnellate di diesel, seguita da ulteriori 500.000 tonnellate previste per il mese di novembre. Una fase successiva, definita come "immediatamente seguente", vedrà l'apporto di 1.000.000 di tonnellate aggiuntive.

L'annuncio lega esplicitamente il colloquio tra i due presidenti alla maggiore disponibilità di carburante russo sui mercati internazionali.

Questa comunicazione statunitense si inserisce nel più ampio quadro dei colloqui diplomatici in corso riguardo alla guerra in Ucraina, evidenziando le complesse dinamiche internazionali che influenzano le decisioni economiche e politiche.