Il cammino intrapreso dal Job Act fatto dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, dopo la cancellazione delle restrizioni sui contratti a termine, sembra andare verso una progressiva cancellazione della legge Fornero. I nuovi propositi del Job Act in materia di nuovi contratti sembrano essere due, uno è rendere il contratto a termine un po' più oneroso ma con pochi vincoli e l' altro è costruire un contratto indeterminato con tutele crescenti, senza protezione dell' articolo 18 per tre anni e che dia all'impresa che assume un risparmio sul costo del lavoro del 10% in meno del determinato.Il tutto uno per dare alle imprese due diversi strumenti per l'assunzione di nuovi dipendenti.
Come cambieranno i nuovi contratti col Job Act
Il ministro Poletti afferma che la piena riforma dei contratti avverrà entro quest' anno, per poi andare a pieno regime nel 2015. Incrociando i dati forniti dall'Inps e dall'Isfol il ministero del Lavoro ha potuto appurare il flop della tipologia del contratto di apprendistato in quanto questo tipo di contratti sono diminiuti del 4,6% rispetto al 2011 e dal 2008 al 2012 sono stati persi 175mila posti di lavoro in apprendistato. Anche i costi sui singoli contratti sembrano portare ad un cambiamento della legge Fornero in quanto il contratto a termine è più oneroso di quello a tempo indeterminato a causa dell'1,4% di contribuzione Aspi in più a carico delle aziende, questo renderebbe il contratto a tempo indeterminato poco conveniente.
Nel ddl del Job Act che il governo ha presentato alle Camere ci sarà un provvedimento che renderà il nuovo contratto a tempo indeterminato più economicodel 10% e che sarà strutturato a tutele crescenti. A momento non è chiaro quali saranno i contratti che verranno soppressi, come cambieranno contratti a progetto e il contratti di apprendistato.