Per il discorso del Bonus 80 euro (l'aumento in busta paga promosso dal governo Renzi), dalle bozze del testo normativo che sono circolate in questi giorni, il riferimento fatto all'art. 49, comma 1 TUIR, chiarisce che i destinatari del beneficio, e quindi dell'aumento di 80 euro, saranno i lavoratori dipendenti e i titolari di contratti di collaborazione i cui redditi, sotto il profilo fiscale, sono assimilati ai lavoratori dipendenti con reddito inferiore a 26 mila euro.

Bonus 80 euro: ecco gli esclusi

Sono esclusi dal bonus i soggetti "incapienti" cioè tutti i lavoratori il cui reddito non è soggetto a tassazione in quanto l'ammontare lordo non supera gli 8.000 euro, i pensionati, le collaboratrici domestiche e le badanti.

Come ricevere l'aumento in busta paga

L'attribuzione del bonus, che partirà dal mese maggio 2014, dovrà essere effettuato da tutti i datori di lavoro tenuti ad operare le ritenute di acconto quindi incluse le imprese, i lavoratori autonomi, gli enti non commerciali, i condomini e i curatori fallimentari.


L'aumento in busta paga sarà automatico, quindi il lavoratore o il collaboratore non deve effettuare alcuna specifica richiesta. Il libero professionista che non ha un datore di lavoro ed è quindi senza sostituto d'imposta, può comunque richiedere il Bonus di 80 euro, facendo richiesta del credito nella dichiarazione dei redditi 2014. Le condizioni, che devono sussistere congiuntamente per richiedere il bonus, sono due in particolare:
  • il lavoratore (o il collaboratore) deve essere tenuto al pagamento di imposte (per tale ragione il datore di lavoro dovrebbe operare le ritenute);
  • il reddito complessivo lordo non deve superare il limite massimo di 24.000 euro.