Dopo tanto parlare il Governo Renzi tace sulla pensione anticipata nel 2014 e 2015, i prepensionamenti, gli esodati, l'opzione contributivo donne: cosa è rimasto dei tanti progetti annunciati dai membri dell'esecutivo? Il timore che la Legge di stabilità avrebbe ignorato molte delle proposte annunciate come allo studio era forte, ma una tale, completa assenza di contenuti lascia davvero perplessi. Nessuno parla, eppure tutti (o quasi) si erano detti a favore della flessibilità per la pensione anticipata di donne e uomini e il prepensionamento dei lavoratori del pubblico impiego come del settore privato.

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Come tuttavia avevamo ampiamente previsto, la grande attesa creata dalle dichiarazioni di vari esponenti del governo, ministro Poletti incluso, non hanno avuto alcun seguito. Ma le possibili novità per le Pensioni anticipate e non si estendevano anche ad altri possibili e più piccoli interventi. Per la pensione anticipata a 57 o 58 anni di età e tre mesi per le donne, con l'opzione contributivo, non è giunta né la proroga dell'opzione né l'intervento sulla circolare INPS che ne aveva ristretto i tempi per l'invio delle domande, nonostante tale opzione permetta un notevole risparmio per lo stato a lungo termine e sia fortemente richiesta da molte lavoratrici.

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Pensioni Matteo Renzi

Ma ancor più clamoroso è il dietrofront del Governo Renzi sugli esodati. Nessuno ne parla, incredibilmente, quindi sarà meglio ricordare cosa sarebbe dovuto accadere con questa Legge di stabilità. Mesi prima dell'estate 2014 il ministro Poletti aveva promesso, senza essere smentito da altri membri del governo, la "soluzione strutturale" al problema degli esodati. La soluzione definitiva. Come molti ricorderanno, non se ne fece assolutamente niente (un caso di dietrofront che avrebbe dovuto far capire fin da allora quanto siano aleatorie le promesse del Governo Renzi in materia di pensioni e prepensionamenti).

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Dopo tale fallimento, è bene ricordarlo, giunse subito una nuova promessa: è vero, disse il ministro Poletti, l'obiettivo della soluzione strutturale è naufragato, ma in autunno, con la Legge di stabilità, saneremo una volta e per tutte la vergognosa pagina degli esodati. Altra grande promessa, altro grande fallimento: nella Legge di stabilità non c'è assolutamente nulla per gli esodati. I media non ne parlano, o a malapena accennano a questo nuovo bidone, men che meno ne parlano i membri del Governo Renzi, con una eccezione: Cesare Damiano.

L'ideatore della proposta di riforma pensioni per la pensione anticipata nel 2014 - 2015 attraverso il meccanismo della flessibilità ha criticato la Legge di stabilità ricordando che "rimane insoluto il problema dell'uscita flessibile dal lavoro e quello di molti lavoratori cosiddetti esodati", aggiungendo altre rimostranze legate ad altri temi.

Ora si parla di possibile riforma per la pensione anticipata di donne e uomini tramite assegno pensionistico anticipato: anche di questo si è discusso a lungo e sembrava che il meccanismo potesse essere utilizzato per creare il famoso ponte o scivolo verso la pensione per gli esodati di cui ha parlato a più riprese Poletti.

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Oggi si ricomincia a parlare di possibile applicazione di tale sistema, che si basa sulla concessione di una mini pensione anticipata che lo stesso lavoratore dovrà in parte ripagare con gli assegni ricevuti mensilmente al maturamento dei requisiti per la pensione vera e propria. Ancora una volta ci vediamo costretti a mettere in guardia contro presunte rivoluzioni: hanno la tendenza a non arrivare mai. A nostro giudizio se tale strumento verrà adoperato con ogni probabilità interesserà solo gli esodati e forse, ma è improbabile, anche chi svolge lavori usuranti, mentre per tutti gli altri lavoratori che chiedono da tempo una riforma, ogni cosa rischia di restare tristemente invariata.

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