Cambiamenti profondi in vista per chi desidera aprire una partita Iva e iniziare una nuova attività, ma anche per chi ha in scadenza un regime giovanile agevolato. Con lo scoccare del 1 gennaio 2015 ha avuto inizio il nuovo regime forfettario deciso dall'esecutivo Renzi e approvato assieme alla legge di stabilità. Nella pratica, si prospettano alcune opportunità circa l'ampliamento della platea che in precedenza rientrava nel cosiddetto "regime dei minimi", visto che vengono a decadere i parametri anagrafici che in precedenza limitavano i vantaggi ad un arco temporale di 5 anni, a meno di non aver ancora compiuto i 35 anni di età.

Ma questa "apertura" ha un pesante contraltare per gli artigiani (che si vedono diminuire il limite di fatturato a 25.000 €) e ancora di più per i professionisti, che vedono scendere la tagliola di accesso ai benefici addirittura sul livello di 15.000 € annui di fatturato. Un limite che ha scatenato le proteste dei lavoratori perché considerato troppo basso per poter portare a casa uno stipendio dignitoso. Va invece meglio ai commercianti, che si vedono aprire un'interessante opportunità fiscale fino ad un fatturato massimo di 40.000 € annui.

Nuovo regime forfettario, triplica l'imposta sostitutiva, mentre i lavoratori intellettuali vedono crescere i contributi Inps

Purtroppo il dimezzamento di fatturato non è l'unica notizia negativa per i lavoratori intellettuali: consulenti, professionisti e free lance vedranno contemporaneamente alzarsi anche l'asticella della gestione separata Inps, che salvo ripensamenti dovrebbe toccare nei prossimi anni il 33% del fatturato.

Se poi si unisce il fatto che l'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle altre imposte triplicherà passando dal 5% al 15%, ci si può facilmente rendere conto di come queste cifre (applicate al tetto dei 15.000 € annui) non consentano di condurre una vita dignitosa. Su di un sistema tanto penalizzante, soprattutto per i più giovani, ha già promesso di intervenire l'esecutivo.

Nel frattempo, bisognerà fare degli attenti calcoli di valutazione per comprendere se non valga la pena passare direttamente al regime ordinario semplificato, anche per beneficiare della no tax area e delle detrazioni forfettarie proprie del lavoro autonomo.

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