Renzi non si ferma. I sindacati non lo intimoriscono, le opposizioni, interne al suo partito o all'esterno, non lo frenano. L'Italia va cambiata e presto. Le giovani generazioni non possono più aspettare, oltre che a chiedercelo è anche l'Europa. Il Jobs Act è ormai una realtà, è un dato di fatto a cui dovremo abituarci, sia noi semplici cittadini sia imprenditori, sia organizzazioni sindacali. Nei decreti attuativi restano i licenziamenti collettivi e dal 2016 scompariranno anche i contratti a progetto, previo avvallo dei sindacati però potranno ancora essere attuati.

Nella conferenza di presentazione dei decreti attuativi, il Premier non nasconde la sua soddisfazione. "sono circa 200mila i nostri connazionali che nella ridefinizione del lavoro parasubordinato passeranno dai co.co.co vari a un lavoro a tempo indeterminato". Afferma con orgoglio. Ma il suo "piatto forte" sono le assunzioni oggi rese più possibili "Le imprese non hanno più alibi per non assumere". Il governo ha dato loro gli strumenti per poterlo fare e da subito. La defiscalizzazione aiuterà le aziende che vorranno assumere a tempo indeterminato.

Ma vediamo nella sintesi le misure principali che il governo ha adottato:

  • diventa realtà il contratto a tutele crescenti. Questo tipo di contratto si applica ai lavoratori assunti a tempo indeterminato dopo l'entrata in vigore del decreto, per i quali stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi;

  • nuove norme sugli ammortizzatori sociali, la nuova Aspi (prestazione economica istituita per gli eventi di disoccupazione) avrà una durata di due anni e sarà operativa dal prossimo primo maggio. L'indennità che il lavoratore percepirà in caso di cassa integrazione sarà massimo di 1300 euro per i primi 3 mesi, avrà una riduzione dal quarto mese del 3%;

  • introduzione dell'Asdi, un assegno di disoccupazione per chi è senza lavoro e si trovi in particolari condizioni economiche. La sua durata sarà di 6 mesi;

  • i contratti a tempo determinato non potranno superare i 36 mesi;

  • non si potranno più fare contratti di collaborazione co.co.pro.

  • nuove norme per l'apprendistato: il costo a carico delle aziende scende al 10% "perché si fa formazione;

  • il diritto ad usufruire del congedo parentale retribuito al 30%, viene esteso dai tre ai sei anni del bambino e i permessi non retribuiti potranno essere richiesti fino a quando il figlio raggiungerà i 12 anni.

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