Quanti di voi hanno mai letto nei giornali del lavoro annunci di questo calibro: "Azienda seria cerca ambosessi per le mansioni di segreteria, amministrazione, magazziniere e addetto vendite". Per poi dopo essere costretti a sentirsi dire "mi spiace le altre mansioni sono state occupate è rimasto solo la vendita porta a porta. Accetta?" E i ragazzi costretti alla canna del gas ad accettare. Raccontiamo oggi la storia di un ragazzo che chiameremo per riservatezza S.

S. un giorno compra un giornale di lavoro e legge uno di questi annunci appena citato qui sopra, chiama per fissare un colloquio conoscitivo, così lo chiamano i furbetti, e si presenta con il curriculum.

Il furbetto di turno fa sapientemente finta di leggere il curriculum, segnando qualcosa che S. non sa cosa serva e sentenzia: "carissimo S. interessante il suo curriculum, io non so per quale figura abbia risposto però al momento c'è rimasto solo la vendita porta a porta.

Che fa accetta? Se accetta ci incontriamo per un altro colloquio!" Il finale della storia è ormai nota, ma non è questo l'importante, il fatto serio è che ormai troppi furbetti oggi si approfittano di questi giornali per adescare nel vero senso della parola giovani disoccupati, nessuno si oppone a questa truffa sia per la difficoltà a provare l'illecito sia perché i giornali, innocenti fino ad un certo punto, non possono frenare questa emorragia della moralità.

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Una domanda sorge spontanea, presidente Renzi questi in che posto sono menzionati nel suo Jobs Act? Come fare ad impedire questo sfruttamento della disperazione? Una risposta non può esserci perché ovviamente è utile che questi furbetti vadano in giro per far girare il mercato, ma è giusto che ragazzi disoccupati vengano traditi in questo modo? La risposta è sicuramente negativa, il mondo del lavoro oggi ha generato povere anime in pena che girano tra colloqui come delle anime prave dantesche.

Lavoro è dignità, diceva Giorgio Napolitano, in primo luogo, è lavorare per un corrispettivo equo e fisso affinché venga rispettata la moralità degli aspiranti lavoratori. Certo non è positivo vedere nella nuova legge la clausola dei licenziamenti di massa ma una cosa è certa serve recuperare la dignità dell'uomo che i furbetti hanno nascosto ma che la verità riporterà in superficie. Per l'onore della cronaca il dott.

S. giovane laureato ha detto no perché la dignità è più importante che dare peso a questi truffatori del mondo del lavoro.

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