Già il 10 per cento dei docenti nominati presidenti o commissari esterni ha rinunciato a svolgere gli esami di maturità 2015 inviando per fax o per e-mail i certificati di malattia. E' la Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, martedì 16 giugno 2015 a darne notizia, classificando anche le discipline per le quali si è avuta un'impennata dei certificati presentati per dare forfait all'incarico.

Solo nella giornata di ieri, 15 giugno 2015, al Provveditorato sono stati sostituiti 42 insegnanti di inglese: con gli esami di maturità che iniziano domani, i problemi nella nomina dei commissari continuano, come già segnalato nei primi giorni delle assegnazioni, a tener banco.

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Esami di maturità 2015, perché i docenti rinunciano?

La percentuale del 10% delle rinunce agli esami di maturità 2015 è destinata a salire: infatti, le sostituzioni si potranno effettuare anche ad esami iniziati. E' tuttavia fondamentale che domani, giorno della prima prova di Italiano, a presentarsi debbano essere almeno tutti gli insegnanti di Lettere.

Tuttavia il fenomeno della rinuncia dei docenti nominati per gli esami di maturità è sempre in crescita da qualche anno a questa parte.

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La ragione è davvero elementare e nasce da una valutazione che fanno i professori alla nomina: quanto è conveniente continuare a lavorare quasi un mese in più per un compenso che al lordo è di circa 900 euro (1.200 euro lordi per i presidenti di commissione)?

E' vero che al compenso vanno aggiunte le indennità di trasferta che si calcolano in rapporto alla distanza tra il proprio domicilio e la Scuola dove dovrà svolgersi il servizio e considerando il tempo di percorrenza per giungere al luogo di lavoro.

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Accettare o non accettare è un dilemma che si pone per i commissari esterni, che rappresentano il 50 per cento dei componenti, e per i presidenti di commissione: entrambe le figure devono essere esterne alla scuola sede d'esame, mentre i docenti interni della classe prendono un compenso di circa 400 euro.

Troppo pochi per il personale scuola che arriva a fine anno allo stremo: a qualcuno, soprattutto ai precari, però, quei soldi fanno comodo ed è ben contento di sostituire un collega rinunciatario.

Per potersi candidare alle sostituzioni è necessario essere in possesso dell'abilitazione all'insegnamento e sperare nella chiamata.

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