Le ultime novità che riguardano l'annoso tema della Riforma Pensioni 2015 di oggi 16 giugno, riguardano in particolar modo due fronti: la buona notizia è l'incontro proficuo di ieri tra sindacati e Governo, con la decisione di Poletti di ricreare un tavolo permanente per il confronto (già esistente in passato e chiuso poi da Monti), mentre la cattiva è che per i lavoratori precoci sono sempre meno le speranze di veder approvata la proposta di quota 41 per l'uscita anticipata dal mondo del lavoro.

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L'ultima dichiarazione arriva dal sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti che ha dato parere contrario alla quota 97 e alle proposte di Damiano troppo costose per il Governo.

Ultime su Riforma Pensioni 2015: al via il tavolo di confronto permanente con i sindacati

Nella giornata di Lunedì, il Ministro Poletti ha incontrato le parti sociali per discutere sulla riforma Pensioni 2015, e da questo primo incontro si è giunti alla decisione di aprire un tavolo permanente con le parti sindacali per il confronto sul tema pensionistico.

All'incontro erano presenti Carla Cantone, leader dello Spi Cgil, Bonfanti e Romano Bellissima segretari di Fnp Cisl e Uilp. Proprio Carla Cantone ha spiegato quando sarà il prossimo incontro e come è andato quello appena concluso: "L'incontro è andato bene: il ministro è disponibile al confronto sulle condizioni dei pensionati e a riaprire il tavolo che Monti aveva chiuso. Ci rivediamo il 16 luglio, nel frattempo faremo le nostre rispettive valutazioni in vista della legge di stabilita"

Pensioni lavoratori precoci: addio quota 41? Parla Zanetti

Un dialogo tra sindacati e Governo è una buona notizia per la nuova riforma delle Pensioni che potrà prendere vita, ma in questi giorni non possono certo sorridere i lavoratori precoci non ancora in pensione, che da tempo aspettano una soluzione al loro problema.

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Enrico Zanetti ha dichiarato la sua contrarietà alla proposta di Damiano sulla quota 97, il ddl 857 che attualmente è l'unico in commissione che comprende anche una soluzione per i lavoratori precoci (la quota 41 appunto). Da quanto emerge negli ultimi giorni, il sistema di quote non convince il Governo per gli alti costi sottolineati da Boeri pochi giorni fa. Il sottosegretario all'Economia ha detto: " 'Non voteremo mai e poi mai un provvedimento sulla flessibilità dell'età pensionabile che scaricasse oneri sulla fiscalità generale nell'ordine di una decina di miliardi, come il progetto di Cesare Damiano, che prevede una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo della pensione" Chiusura totale o quasi quindi, con i lavoratori precoci sempre più dimenticati da questo Governo.

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