Dopo la settimana che ha visto nuovamente la mobilitazione degli esodati per la settima salvaguardia, sembra essere il mese di giugno uno dei momenti decisivi per la discussione nel governo Renzi della riforma pensioni per il 2015: come promesso oramai da tempo, il mese di giugno deve essere quello dedicato alla riforma previdenziale e sul tema si sono fatti sentire sia l'ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu, che ha sottolineato come il sistema di flessibilità sia presente praticamente in tutti i paesi Europei, sia l'attuale Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano.
Da parte di quest'ultimo sono giunti due attacchi molto precisi: il primo contro l'Inps, che ha promesso di presentare una propria proposta e un altro contro il governo Renzi al quale si richiede concretezza sulla questione. Al centro, ovviamente, la discussione sulle pensioni flessibili.
Damiano contro l'Inps e il governo Renzi: news riforma pensioni 2015 al 1 giugno
Una nota di Cesare Damiano si apre immediatamente con un attacco all'Inps: secondo quanto previsto, entro giugno, dovrebbe arrivare una proposta di riforma pensioni da parte dell'Ente da presentare al governo Renzi. Damiano è netto, non è quello il lavoro che deve svolgere l'Inps e non verrà mai accolta una proposta di ricalcolo in chiave contributiva degli assegni presenti e futuri.
Il discorso di Damiano si sposta poi sul governo Renzi: l'idea è che sia giunto il momento decisivo e che l'esecutivo deve dare avvio ad un processo di riforma così come è stato più volte annunciato dal ministro Poletti e dal premier Renzi in persona. Insomma, non è più il momento delle promesse, ma delle azioni concrete.
Il 3 giugno iniziano le discussioni intorno alla riforma pensioni 2015 del governo Renzi, news 01-06
Mercoledì 3 giugno, ricorda Damiano, avranno inizio le discussioni parlamentari riguardanti la riforma pensioni che il governo Renzi dovrebbe in tempi brevi mettere in piedi. Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera sottolinea qual è la proposta del PD (nella sua interezza o soltanto della minoranza dem?): l'idea centrale resta quella della Quota 97, con possibilità di uscita flessibile e anticipata con 62 anni di età e 35 anni di contributi con una penalizzazione dell'8%, penalizzazione decrescente che si azzererebbe con il raggiungimento dei 66 anni di età.
Importante anche il discorso riguardante i cosiddetti lavoratori precoci: si potrà uscire dal mondo del lavoro anche avendo maturato "soltanto" 41 anni di contributi pur senza raggiungere il requisito anagrafico.
Il governo Renzi, secondo Damiano, deve metterci la faccia, anche e soprattutto dopo la questione dei rimborsi e le polemiche e i possibili ricorsi che cadranno a pioggia: la riforma pensioni deve essere pronta per la prossima legge di stabilità per restituire fiducia sia ai pensionati che ai lavoratori.
È tutto con le ultime news sulla riforma pensioni del governo Renzi al 1 giugno. Per ricevere aggiornamenti sulla materia previdenziale, il nostro suggerimento è di cliccare sul pulsante "Segui" posto in alto sopra il titolo dell'articolo.