Mentre si attende il parere della Commissione Bilancio, che è stato ancora una volta rinviato, prosegue l'illustrazione degli emendamenti al ddl di riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini: le novità più importanti riguardano i precari e il piano assunzioni, anche se non è ancora chiaro quale sia precisamente la categoria di docenti abilitati (TFA e PAS) ai quali sono destinati gli emendamenti; in discussione anche la chiamata diretta dei presidi, con alcune modifiche poco sostanziali, e la questione del comitato di valutazione.

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Nulla da fare, probabilmente, per i Quota 96. La notizia dell'ultima ora riguarda, invece, il fatto che la votazione sugli emendamenti slitta per lunedì alle ore 14, sempre se arriverà nel frattempo il parere della Commissione Bilancio.

Emendamenti precari alla riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini

Gli emendamenti più importanti al testo della riforma Scuola 2015 di Renzi-Giannini sono arrivati dalla minoranza dem del PD e sono a firma di Gotor e Lo Giudice. Si tratterebbe di una proposta di attivazione di un modello pluriennale di immissioni in ruolo in maniera tale da stabilizzare la posizione dei precari della scuola.

L'idea sarebbe quella di estendere il piano assunzioni ai docenti delle GM (Graduatorie di Merito) e a tutti gli abilitati PAS e TFA con servizio pregresso e continuativo di almeno 180 giorni. L'ambiguità è soprattutto una: molti abilitati tramite TFA non hanno il requisito di servizio, per cui sembra che potrebbero essere esclusi dalla possibilità dell'assunzione. Quello che non è chiaro è se l'emendamento riguardi in generale gli abilitati trami TFA e PAS o soltanto quelli che hanno il requisito dei 180 giorni.

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In questo secondo caso si assisterebbe ad una vera e propria beffa e la costituzionalità sarebbe dubbia perché abilitati con lo stesso titolo potrebbero non ricevere i medesimi "diritti". La questione sembra essere, comunque, ancora aperta.

Le altre modifiche alla riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini

Per quanto riguarda le altre modifiche in discussione, si sta lavorando su altri nodi importanti della riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini: in primo luogo il sistema di valutazione cui saranno sottoposti i docenti, si sta pensando di togliere il potere di voto ai rappresentati degli studenti e dei genitori; in secondo luogo si sta pensando ad accrescere la stabilizzazione dell'incarico di docenza triennale attribuibile dai presidi in maniera da salvaguardare la continuità didattica.

Infine, si starebbe pensando anche all'inserimento di una norma per salvaguardare la posizione dei cosiddetti Quota 96, ma sembra che le modifiche, in questa direzione, siano destinate ad essere respinte.

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