Il 7 agosto, c’è stato l’incontro alla Commissione Lavoro tra Ministero del Lavoro ed INPS con un ordine del giorno incentrato sulla questione dell’opzione donna. Alla fine dei lavori, è stato sancito l’accordo che  consentirà a molte donne di andare in pensione sfruttando la cosiddetta "opzione donna".

È stato fissato al 31 dicembre il termine utile per molte lavoratrici, per raggiungere il requisito contributivo ed anagrafico che consenta loro di andare in pensione anticipatamente. Infatti, l’opzione donna prevede che possano andare in pensione le lavoratrici dipendenti che hanno raggiunto i 57 anni di età ed i 35 anni di effettiva contribuzione versata.

Ma non era già così?

Effettivamente, la scadenza fissata era già il 31 dicembre 2015, ma ciò che ha costretto tutti a riaccomodarsi al tavolo delle trattative, è la questione interpretativa della norma. Da quando si è appreso in questi ultimi tempi, alla norma che ne consente l’applicazione, l’INPS dava una interpretazione diversa da quello che invece avevano pensato i legislatori. Per l'Istituto, la scadenza di fine anno, non era quella utile al raggiungimento dei requisiti, ma era quella della decorrenza della pensione.

L’interpretazione data dall’INPS, in altri termini, tagliava fuori dall’anticipo pensionistico le donne che raggiungeranno i requisiti prima citati entro la fine di quest’anno.

E allora chi potrà andare in pensione?

Dopo la riunione di ieri, le lavoratrici dipendenti che al 31 dicembre 2015 avranno raggiunto 35 anni di contributi e 57 anni di età potranno andare in pensione anticipatamente. Per le lavoratrici autonome invece ci vorrà un anno in più anagrafico, cioè bisognerà aver compiuto 58 anni.

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Pensioni

E’ utile però sapere che la condizione che fa scattare l’anticipo di pensione è che la lavoratrice, nonché futura pensionata, accetti di farsi calcolare l’ammontare del suo assegno pensionistico interamente con il sistema contributivo e che quindi accetti un assegno di pensione più basso.

Sono previsti nuovi incontri?

La questione è di fatto chiusa, non si tornerà più a trattare modifiche a quanto stabilito ieri.

L’unico appuntamento che riguarda l'opzione donna è il 9 settembre quando le Commissioni si riuniranno per ratificare con un vero e proprio articolo di Legge quanto stabilito ieri. Ma dovrebbe essere solo un incontro di routine, perché di fatto da ieri, molte donne potranno fare salti di gioia per l’avvicinarsi della data di uscita dal lavoro.

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