Come per tutti i cittadini, anche per gli appartenenti alla Pubblica Amministrazione, tra riforme e cambi di sistema, tra aumenti di età e di contributi, andare in pensione diventa una corsa ad ostacoli di difficile comprensione. Per Carabinieri, Polizia, Forze dell’Ordine in genere, lavoratori dei Ministeri e della Scuola il decreto legislativo del 22 giugno 2015 che è diventato esecutivo dal 6 luglio del 2015, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, specifica i requisiti per la pensione per tutti quelli che prevedono di andarci a partire da gennaio 2016.

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Il decreto in pillole

Il decreto di cui parliamo è del Ministro Poletti e prevede la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. Con l’applicazione della Legge Fornero, i coefficenti vedranno la trasformazione passare da ogni triennio ad ogni biennio. Il dato certo e che le Pensioni saranno di importo inferiore a quelle che sarebbero state qualora il sistema di calcolo fosse rimasto il retributivo.

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Infatti una cosa è calcolare la pensione sulle ultime retribuzioni percepite ed una cosa è calcolarla in base all’ammontare dei contributi versati durante gli anni di servizio.

I requisiti standard

Nel pubblico, valgono gli stessi requisiti che in qualsiasi altro settore. Quindi dal 1° gennaio 2016, si andrà in pensione di anzianità (anticipata come si chiama oggi) con 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall’età e senza penalizzazioni per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia dei 62 anni di età.

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Pensioni Pubblica Amministrazione

Naturalmente il requisito è di un anno in meno se si tratta di lavoratrici donne. Per la pensione di vecchiaia invece ci vogliono 66 anni e 7 mesi di età. Per i dipendenti della PA, ci sono categorie in cui sono previste deroghe ai requisiti.

I requisiti per Carabinieri, Polizia e Forze dell'Ordine

Per la pensione di anzianità, si potrà uscire dal lavoro con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Quindi tutti coloro che raggiungono questi contributi dal prossimo 1° gennaio, potranno ritirarsi in pensione. Si potrà andare in pensione anticipatamente, con 53 anni e 7 mesi di età e con “soli” 40 anni di contributi se questi siano stati versati entro il 2011. Bastano 35 anni di contributi a condizione che si siano raggiunti i 57 anni e 7 mesi di età. Per la pensione di vecchiaia invece, i requisiti cambiano in base al livello raggiunto al momento in cui si lascia il lavoro.

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Fermo restando il requisito dei 35 anni di contribuzione versata, si potrà andare in pensione a 65 anni come Dirigente Generale, 63 anni come Dirigente Superiore e 60 anni per i ruoli inferiori.

Altre deroghe

Ci vogliono 65 anni di età per uscire dal lavoro per i dirigenti medici oppure al maturare dei 40 anni di servizio. Magistrati e professori dell’Università di prima fascia vanno in pensione a 70 anni, mentre i ricercatori universitari a 65 anni.

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