I discorsi, le analisi e le statistiche sulla povertà di alcune famiglie non possono essere un ragionamento fatto per aree geografiche. Non riguardano solo il Mezzogiorno ma devono essere classificate su base nazionale. L’Inps ha proposto al Governo di creare un sussidio che vada ad aiutare tutte le famiglie italiane in difficoltà da Nord a Sud. Stiamo parlando del Reddito Minimo Garantito, sussidio su cui l’INPS sta lavorando da anni.

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Il Presidente Boeri ha approntato un piano dettagliato su come funzionerebbe per dimostrare la sua fattibilità anche perché sarebbe un sussidio autofinanziato, alle casse dell’erario costerebbe zero euro.

Il SIA, Sostegno all’Inclusione Attiva

Un aiuto ai cittadini che gravitano al di sotto della soglia di povertà è stato già provato in alcune grandi città italiane, in via sperimentale, proprio seguendo le direttive di uno studio dell’INPS.

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Si chiama SIA che altro non è che l’acronimo di Sostegno all’Inclusione Attiva. Per concederlo a tutti gli aventi bisogno, secondo l’Istituto bisognerebbe partire dagli indici di povertà che annualmente espone l’ISTAT. I limiti del 2015, per esempio, dicono che va considerata sotto la soglia di povertà, una famiglia di 4 persone con un reddito mensile al di sotto delle 980 euro mensili. Il contributo da erogare non sarebbe uguale per tutti, l’INPS stabilisce che oltre che al reddito prodotto, bisognerebbe tenere conto della situazione patrimoniale della famiglia e lo strumento utile sarebbe l’ISEE.

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Pensioni

Una volta calcolato il valore ISEE alla famiglia in difficoltà, verrebbe erogato un importo pari a quello che gli manca per superare la soglia di povertà.

Quali i costi per questa operazione?

Le stime dicono che oggi sono oltre 3 milioni le famiglie italiane al di sotto della soglia di povertà. Dare il SIA a tutti costerebbe all’Erario oltre 7 miliardi di euro. Secondo Boeri non si dovrebbe stanziare niente a livello di bilancio dello Stato, l’Istituto di cui è presidente infatti sarebbe in grado di erogarlo a zero spese, utilizzando i soldi risparmiati applicando il sistema contributivo a tutte le Pensioni.

Su quest’ultimo punto, i dubbi restano e gli scettici sono tanti. Inoltre il Presidente crede che il numero così alto di indigenti, debba essere controllato meglio in modo tale da scovare quelli che sono i falsi poveri grazie all’evasione fiscale. Il sussidio dovrebbe essere erogato anno per anno previo controllo del reale stato di bisogno. Inoltre i beneficiari dovrebbero partecipare a programmi per la ricerca di un lavoro, corsi di formazione e qualsiasi strumento atto ad essere inclusi tra gli attivi del paese.

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Questo bonus concesso dovrebbe essere quindi costantemente monitorato, in primo luogo stabilendo ogni anno chi ne ha veramente bisogno, guardando a chi davvero sia alla ricerca di un lavoro e poi anche alle abitudini di spesa dei beneficiari in modo tale da concedere, revocare o sospendere il sussidio ogni anno.

 

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