A settembre riapriranno i 'cantieri' per la riforma delle pensioni 2015: il momento della legge di stabilità 2016 si avvicina sempre di più e, nonostante le promesse del ministro Poletti, la discussione è stata rinviata proprio a settembre, utilizzando la strategia del governo Renzi che può essere definita 'dell'ultimo minuto': un pacchetto di riforme da votare in tempi brevi, con la scure sui possibili emendamenti e magari con l'aggiunta della fiducia per riportare all'ordine la solita chiassosa (e poco concreta) minoranza del PD.

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Intanto, negli ultimi giorni si è fatta avanti sempre più spesso proprio Elsa Fornero, colei che aveva messo in campo la riforma delle Pensioni che ha causato il fenomeno esodati e altre incongruenze tecnico-organizzative, oltre ovviamente aver prodotto un disagio sociale che raramente aveva colpito il nostro Paese: sembra sempre di più che i suoi interventi, puntuali e precisi, facciano di lei una sorta di 'ministro ombra' del governo Renzi.

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Giuliano Poletti non sembra in grado di gestire la situazione in cui si fronteggiano essenzialmente Cesare Damiano e Tito Boeri: l'autorevolezza non soltanto italiana ma anche europea della Fornero potrebbe, invece, portare a proposte di riforma delle pensioni 2015 che il governo potrebbe valutare in maniera positiva.

La Fornero e la riforma delle pensioni 2015: ultime notizie e polemiche

Si è parlato spesso della continuità sotterranea tra il governo Monti e il governo Renzi e gli ultimi interventi di Elsa Fornero dimostrano come non vi sia grande soluzione di continuità tra gli ultimi esecutivi che hanno guidato l'Italia: l'elemento che accomuna i due governi riguarda il rispetto per le indicazioni europee e una strategia neoliberista del taglio del welfare state.

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Pensioni Matteo Renzi

Sul tema della riforma pensioni 2015, il premier Matteo Renzi è sempre molto prudente: da un lato la proposta di Damiano-Baretta (penalizzazioni al 2% e soluzione lavoratori precoci) è considerata troppo 'salata' perché imporrebbe un intervento di 10 miliardi di euro; dall'altro il contributivo di Boeri sembra essere una mossa eccessivamente iniqua perché il PD possa contare sul proprio elettorato e non proseguire nella perdita dei consensi.

Ed ecco che le ultime notizie indicano la Fornero come colei che potrebbe togliere le castagne dal fuoco al governo Renzi: la proposta di riforma delle pensioni 2015 targata ancora una volta Fornero sarebbe una sorta di aggiustamento della proposta di Damiano. Le penalizzazioni per ogni anno di anticipo sull'uscita dal mondo del lavoro dovranno essere non del 2%, ma del 3% o addirittura del 3,5%: si tratterebbe dell'unico modo per concedere flessibilità in uscita e non impegnare soldi pubblici.

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Elsa Fornero si è detta critica della proposta del contributivo di Tito Boeri: la situazione sarebbe cambiata rispetto al 2011 e non sono necessari in questo momento interventi 'lacrime e sangue'.

Insomma, il nuovo 'ministro ombra' del governo Renzi, Elsa Fornero, sembra aver trovato la quadra sulla riforma delle pensioni 2015: Cesare Damiano si dice contrario, ma la forza della minoranza DEM è sicuramente molto relativa, se consideriamo cosa è avvenuto con la riforma della scuola.

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