In questi anni, le scuole hanno adottato definitivamente, dopo un lungo periodo di prova, i registri elettronici. Questo strumento informatico, sin da subito, ha trovato i favori e i consensi di tanti insegnanti ma, allo stesso tempo, ha rappresentato un marchingegno complesso e macchinoso per altrettanti docenti, abituati ad utilizzare il registro cartaceo come ausilio alla propria attività di insegnamento. I vantaggi dello strumento elettronico, infatti, sono molteplici: appuntare velocemente le note di merito e di demerito relativamente a qualsiasi alunno, segnare le assenze e le valutazioni in tempo reale, condividere con gli altri insegnanti gli apprendimenti dell'intera classe e, cosa più importante, evitare di portare con sé quei fastidiosi faldoni di carta, ingombranti e troppo pesanti.

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Di contro ci sono degli aspetti negativi che entrano in gioco: l'impossibilità del suo utilizzo se manca una connessione internet, problemi relativi alla sicurezza informatica, il problema della certificazione della firma elettronica da parte del docente, etc.

Sin dal primo momento, la maggior parte dei docenti si è mostrata ostile alla novità. Essi, infatti, ritenevano che questo strumento potesse distrarre l'attenzione dell'insegnante durante il proprio lavoro. In effetti, per molti insegnanti, non avvezzi all'uso della nuova tecnologia, il registro elettronico ha procurato parecchi problemi.

Tanti di questi, disperati e scoraggiati sono stati alla ricerca continua, durante le proprie ore libere, di quei docenti più esperti per risolvere i loro dubbi. 

Ebbene, a distanza di anni, finalmente il problema sembra essere risolto. Quasi tutti gli insegnanti, anche quelli di una certa età, sanno muoversi brillantemente all'interno delle complesse piattaforme informatiche. Ma le cose stanno veramente così?

Non è proprio vero. Il problema di fondo è rappresentato da due aspetti: il primo è costituito dalla mancanza, per ogni docente, di un device personale (molti docenti, infatti, utilizzano i propri tablet o notebook); il secondo, e ancor più importante del primo, consiste nel fatto che per poter utilizzare le varie piattaforme informatiche didattiche sarà necessario che l'istituzione scolastica possegga una buona connessione ad internet attraverso una rete LAN o wifi, stabile e capace di soddisfare la mole di informazioni, in entrata e in uscita, rappresentata dai tanti terminali contemporaneamente collegati.

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A conti fatti, le spese per l'uso del registro elettronico superano le precedenti spese di cancelleria

In questa baraonda, messa in piedi per la cosiddetta "dematerializzazione", negli anni passati, le scuole, con a capo i loro D.S. e i loro DSGA, hanno dovuto affrontare dei costi importanti, sottraendo al FIS buona parte di queste somme destinate, invece, alla funzione docente. In particolare, i DSGA hanno dovuto spendere l'equivalente della spesa necessaria per l'acquisto di tutto il precedente materiale cartaceo di cancelleria.

Pertanto, le spese di gestione delle attrezzature necessarie per la dematerializzazione (software informatico + connessione internet) dovrebbero essere corrisposte direttamente dal Ministero e non pagate dai docenti, riducendo sensibilmente i trasferimenti ministeriali destinati agli stessi, attraverso il Fondo d'Istituto.

Qualcuno sostiene, con convinzione di causa, che si debba attivare un registro elettronico centralizzato direttamente gestito e controllato dal Miur. Questo sistema convoglierebbe tutti i dati in una piattaforma unica, utile per la gestione dei dati statistici sugli apprendimenti, importanti anche per l'ente di valutazione INVALSI