Gli ultimi aggiornamenti sul versante previdenziale giungono dalla segretaria confederale della Cgil che, in una nota stampa,dice chediscutere della Legge Fornero e di modifiche atte a tutelare esodati, opzione donna e precoci,é ormai divenuta una questione urgente e non più rinviabile. Prosegue Vera Lamonica, riferendosi in modo 'piccato' al Governo, "non si capisce perché un tavolo non si apra davvero, fuori dagli slogan e dalle semplificazioni".

Troppi i lavoratori in attesa che venga finalmente fatto qualcosa per risolvere i tanti nodi critici ancora sul tavolo. Tra questisi pensi a coloro che si auguravano una risoluzione rapida prima della Legge di Stabilità come gli esodati in attesa della settima salvaguardia e le lavoratrici donne che hanno già fatto ricorso al Tar per ottenere la cancellazione delle circolari emanate del 2012. Poi vi sono i lavoratori andati a lavorare prima dei vent'anni, detti precoci,che meriterebbero di poter accedere alla quiescenza con 41 anni di contributi versati.

In LDS si dovrebbe affrontare la questione di un "tetto massimo contributivo" da mettere "che non dovrebbe salire sopra i 41 anni"

Esodati, precoci e opzione donna,Vera Lamonica: agire in LDS è diventata questione urgente

Il Governo deve aprire un tavolo di confronto con i sindacati, questo il pensiero convinto di Lamonica, le questioni sul 'piatto' sono troppe e tutte spinose, non è più pensabile un rinvio oltre la Legge di Stabilità.

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Pensioni

Si dovrebbe iniziare seriamente a parlare di flessibilità a partire dai 62 anni d'età e 35 di contributi, concedere la 7° salvaguardia agli esodati, creati dalla stessa Riforma Fornero, estendere al 31/12/2015 l'opzione donna abolendo le circolari restrittive, porre un tetto massimo contributivo a 41 anni, al fine di permettere ai precoci di accedere alla quiescenza senza alcuna penalizzazione. Sarebbe altresì importante rivalutare la questione dei lavori usuranti che, nonostante le agevolazioni insite nella Legge Fornero (anticipo età pensionabile ai 62 anni e 3 mesi), in realtà essendo precoci non godono di fatto di alcuno sconto, perché accedono alla pensione dopo aver superato i 42 anni di contributi.

La speranza di vita inoltre rischia di aumentare ancora tale ingiustizia, è necessario conclude Lamonica, agire subito al fine di eliminare una legge che tende a tutelare i più forti e indebolisce i deboli.

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