Le ultime notizie che ci giungono dalla rete mettono in evidenza un probabile intervento di riforma del sistema pensionistico italiano da inserire nella prossima Legge di Stabilità. I dubbi, soprattutto tra gli addetti ai lavori, però permangono in considerazione del fatto che sia Boeri che Renzi cercano di attuare una modifica previdenziale a costo zero per le casse dello Stato, mentre Cesare Damiano, esponente dem del Partito Democratico, spinge affinchè questo non accada.

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Poletti, invece, in un'intervista apparsa sul quotidiano Corriere della Sera, ha supposto l'introduzione di un sistema flessibile che, non necessariamente, dovrà essere a costo zero. Come si può ben vedere, la confusione 'regna sovrana', in questo periodo in cui bisognerà concentrare le proprie forze mentali per giungere ad una soluzione su diverse problematiche previdenziali.

Obiettivo principale: favorire il ricambio generazionale

Lo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, auspica che qualsiasi intervento applicabile dovrà avere un obiettivo fondamentale: quello di favorire il ricambio generazionale, anche a costo di qualche onere per la finanza italiana.

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Nel frattempo, Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, propone delle penalizzazioni da applicare agli assegni previdenziali del 2 percento per ogni anno di anticipo rispetto agli attuali limiti pensionistici, troppo poco per i tecnici del ministero dell' Economia. Per questo motivo, è stata rilanciata una proposta che prevede, invece, un taglio progressivo: 2 percento, nel caso in cui il lavoratore dovesse decidere di andare in pensione un anno prima dei 66 previsti; 5 percento, in caso di anticipo di 2 anni; 8 percento per un anticipo di 3 anni, e così via.

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Pensioni

Si prevede una spesa di 8,5 miliardi l'anno

Chiaramente, l'aspetto principale di questa operazione è l'impatto economico che un sistema flessibile potrebbe determinare sulle casse dello Stato. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale parla di un costo di 8,5 miliardi l'anno, per applicare un provvedimento simile, anche se questo costo è riferito alla situazione in cui tutti i lavoratori decidessero nello stesso momento di lasciare il lavoro.

Damiano è convinto che questo non accadrà. Sapremo nei prossimi giorni come il governo Renzi affronterà la delicata questione della riforma del sistema previdenziale italiano.

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