È ripresa la discussione parlamentare su come potrebbe essere la riforma del sistema pensionistico italiano. In questi ultimi giorni si parla insistentemente di tagli da apportare ad alcune agevolazioni al fine di arrivare ad una flessibilità in uscita dal lavoro. Il governo Renzi, al momento, non è in grado di stabilire quale potrebbe il sistema migliore da applicare per abbassare l'età pensionabile.

La domanda che potremmo porci è la seguente: accetteremmo di andare in pensione prima del requisiti previsti dall'attuale legge pensionistica, rinunciando al 30 percento dell'assegno previdenziale?

Fornero: 'Modificare la mia riforma'

Nei giorni scorsi, l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, facendo una 'retromarcia' rispetto al passato, ha evidenziato la necessità di pervenire ad una modifica dell'attuale legge in vigore al fine di combattere la disoccupazione giovanile, ormai arrivata al 44,2 percento.

Sul tavolo del presidente del Consiglio ci sono diverse proposte che saranno valutate attentamente nei prossimi giorni per trovare una soluzione di equilibrio tra le richieste dei lavoratori e quelle dei tecnici del ministero dell'Economia. La proposta che sembra avere maggiori possibilità di applicazione è quella che prevede un taglio sugli assegni previdenziali del 3 percento per ogni anno di anticipo rispetto ai limiti attuali, cioè 66 anni e 3 mesi per gli uomini, 63 anni e 9 mesi per le donne.

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Pensioni

Possibile concessione del prestito previdenziale

La soluzione, forse, più idonea che non pesi sulle casse dello Stato, è quella che porta al conteggio degli assegni pensionistici con il sistema contributivo. Questa idea porterebbe ad una decurtazione effettiva della pensione al 20-30 percento. È sostenibile per i pensionati rinunciare ad una buona parte del proprio assegno previdenziale? Per ovviare a questa problematica, si ipotizza la concessione del cosiddetto prestito pensionistico, che si concretizza con la concessione della pensione anticipata finanziata con un prestito da parte dell'Inps, che i lavoratori dovranno restituire a rate, al momento del raggiungimento dei requisiti pensionistici.

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