Focus sulle ultime dichiarazioni del sottosegretario all'Economia Zanetti in merito alla nuova riforma Pensioni di cui si parla da mesi. Le novità ad oggi 24 settembre riguardano da vicino i lavoratori precoci, le cui richieste sono, e forse resteranno, inascoltate da tempo. Enrico Zanetti è da sempre stato strenuo difensore della legge Fornero e fortemente critico nei confronti della proposta di Damiano, che include come saprete la quota 41, fin qui l'unica soluzione per favorire le pensioni dei precoci, garantendo loro di uscire dal mondo del lavoro dopo 41 anni di contributi indipendentemente dall'età e senza alcuna penalizzazione.

La riforma Fornero non si cambia

Le novità sulle pensioni ad oggi vertono sulle dichiarazioni di Enrico Zanetti (Scelta civica), intervenuto a difesa della riforma pensioni della Fornero nella recente intervista rilasciata all'agenzia Adnkronos lo scorso 22 settembre. Per il sottosegretario all'Economia “smontare la legge Fornero introducendo una flessibilità generalizzata in uscita sarebbe un atto suicida”. Per il segretario di Scelta civica si corre il rischio, qualora il governo depotenziasse l'attuale riforma, di far saltare l'intero sistema previdenziale.

Sempre stando alle parole di Zanetti, l'unica fascia che beneficerebbe di un'eventuale modifica della Fornero sarebbe quella degli over 50, mentre entrerebbero in crisi sia i pensionati che i più giovani. Nel corso dell'intervista il sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze si è detto particolarmente scettico difronte ad interventi ad impatto zero sui conti nel breve periodo, definendo ciò impossibile.

Alla domanda se sia credibile uno “scambio” tra il governo e la minoranza Pd, con quest'ultima che otterrebbe dall'esecutivo la controriforma previdenziale in cambio dell'ok alla riforma istituzionale, Zanetti ha risposto che sarebbe pura follia uno scenario di questo genere, ribadendo come lo smantellamento della legge Fornero metterebbe il nostro Paese in seria difficoltà. Dello stesso avviso l'ex presidente del Consiglio Mario Monti, ospite di recente alla trasmissione Dimartedì e intervistato dal giornalista Giovanni Floris.

Una delle frasi più forti e giornalisticamente più rilevanti è stata quella che ha avuto per protagonista la tanto discussa legge Fornero: “Poi è arrivata la vituperata riforma Fornero, persona che voglio ancora ringraziare e a cui gli italiani saranno grati nel giro di qualche anno”. L'ex leader di Scelta civica ha comunque definito come “cose interessanti” le diverse modalità che permetterebbero la flessibilità in uscita attualmente allo studio del governo, a patto che siano fatte con cautela e precisione.

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La proposta Damiano è onerosa

Tornando alle ultime novità sulle pensioni ad oggi 24 settembre non vanno trascurate le parole di Enrico Zanetti in merito alla riforma pensioni del governo Renzi e, per riflesso, ai lavoratori precoci. Ribadendo la sua contrarietà alla proposta Damiano, definita onerosa per le casse dello Stato e quindi da escludere dal tavolo della riforma previdenziale, il sottosegretario all'Economia ha anche spento la luce sul caso dei lavoratori precoci, una delle categorie da tempo in “guerra” contro la riforma Fornero.

Pur appoggiando il governo su interventi per chi ha perso il posto di lavoro e chi è senza pensione (disoccupati over 63), Enrico Zanetti ha dichiarato che è impensabile che sia lo Stato a pagare per chi ha già un lavoro e ha il desiderio di andare in pensione in anticipo. Qual è la vostra posizione in merito? Siete tra quelli che, come ha detto Monti, ringrazieranno la Fornero nei prossimi anni?

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