La notizia che sta circolando già dal pomeriggio di ieri è quella di una mozione che il M5S sta portando avanti all'interno dei consigli regionali per spingere le stesse Regioni a ricorrere alla Corte Costituzionale contro la 'Buona scuola' di Renzi-Giannini: il punto centrale sarebbe che il nuovo piano di assunzioni 2015-2016 e in generale il nuovo meccanismo che andrà a regime dall'anno prossimo esautora le Regioni da alcune funzioni, entrando in contraddizione con l'articolo 116 della Costituzione.

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La mozione è stata immediatamente accolta dal presidente della regione Veneto, Luca Zaia, il quale ha già depositato il ricorso e che ha sottolineato come la sua regione sia una di quelle che spende di più in termini di formazione e che quindi si sente particolarmente penalizzata dalla nuova riforma. A rifletterci è anche il presidente della regione Puglia, Emiliano, e Maroni della regione Lombardia: si tratta di una vera e propria sfida da parte del M5S che ha chiesto pubblicamente a tutte le regioni di portare il ricorso fino alla Consulta.

È giunto, comunque, un primo 'no': quello di Toti, governatore della regione Liguria.

La domanda, però, riguarda le possibilità di vittoria e cosa accadrebbe qualora il ricorso venisse accolto e la legge dovesse essere cambiata. Si tratterebbe di un terremoto istituzionale per il mondo della Scuola.

Profili di incostituzionalità della riforma scuola 2015: a rischio piano assunzioni e concorso scuola   

La senatrice del M5S, Michela Montevecchi, insiste su una serie di profili di incostituzionalità che presenta la legge di riforma della scuola 2015: da un lato, infatti, il conflitto di competenze tra Regioni e Stato centrale; dall'altro e andando più nel merito, la chiamata diretta da parte dei presidi-manager, lo strumento antidemocratico delle deleghe al governo e l'alternanza studio-lavoro che lede il principio costituzionale del diritto allo studio.

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Si tratta di una mossa che potrebbe avere delle conseguenze piuttosto importanti: qualora le Regioni in maniera più o meno compatta facessero ricorso alla Corte Costituzionale e riuscissero a vincerlo, salterebbero alcuni meccanismi messi in campo dalla riforma. Non è chiaro ancora cosa potrebbe accadere: il piano assunzioni 2015-2016 ne uscirebbe rivoluzionato, anche se le fasi di immissioni in ruolo sarebbero già concluse nel momento di una sentenza favorevole, la possibilità riguarderebbe dunque la mobilità e un ri-assestamento territoriale; il concorso scuola 2015-2016 potrebbe avere dei ritardi e dovrebbe probabilmente essere riformulato su base differente.

Si aggiunge inoltre la possibilità di sentenze favorevoli per l'immissione in GaE di molti precari delle GI (TFA, PAS e SFP). Insomma, la partita sembra essere ancora aperta: bisogna capire quali e quante regioni sceglieranno questa strada, mai come in questo caso il 'numero' potrebbe fare la differenza.

È tutto con le ultime news sulla riforma scuola 2015 e le questioni riguardanti l'organizzazione della scuola; per approfondimenti cliccate su 'Segui' in alto sopra il titolo dell'articolo.

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