Abrogare tutte quelle che sono state le riforme della Scuola degli ultimi vent'anni: questa la linea che è uscita dall'incontro di Bologna, organizzato dal Comitato per la LIP (Legge di Iniziativa Popolare). Si tratta di un percorso da costruire con molta attenzione, perché un flop in questa direzione sarebbe particolarmente grave per il mondo della scuola: di fatto, metterebbe fine ad ogni possibilità di opposizione alle scelte governative. Insomma, l'incontro è stato attraversato da (poche) speranza e (molte) incertezze, soprattutto perché il percorso della riforma della scuola voluto da Matteo Renzi sta proseguendo e pare difficile poter tornare indietro.

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Una delle questioni che, però, sembra essere poco affrontata è quella del concorso scuola 2015-2016: si tratta di una procedura pensata soltanto per gli insegnanti in possesso di abilitazione (TFA, PAS, SFP e coloro che si trovano ancora in GaE) e che dovrebbe concedere circa 80mila posti su circa 180mila candidati.

Il percorso che dovrebbe portare alla formulazione dei quesiti referendari per l'abrogazione di tutte le più recenti riforme della scuola dovrebbe durare più di un anno e la tempistica sarebbe la seguente: entro il settembre 2016 depositare i quesiti, ed entro la primavera del 2017 cercare di portare quanti più italiani al voto è possibile.

Il timore è proprio questo, che senza un percorso lungo e articolato non si riesca a raggiungere il quorum. In questo senso, è chiaro che sia necessario l'appoggio di strutture politiche e sindacali di un certo rilievo affinché venga messa in campo una macchina organizzativa che possa 'vincere': all'incontro di Bologna, erano presenti rappresentanti di forze politiche, SEL e M5S, i sindacati FIOM-CGIL, e alcuni comitati come quello per l'acqua 'bene comune'. Resta, però, in sospeso una questione: cosa ne sarà di tutta la rivoluzione che è già in atto? Qual è il futuro per il concorso scuola 2015-2016?

Referendum abrogativo scuola e ultime news sul concorso scuola 2015-2016

La generazione di docenti che non ha potuto svolgere la Siss (perché 'abolita' all'improvviso) e che ha dovuto attendere il TFA e il PAS per ottenere l'abilitazione risulta essere ancora una volta la più penalizzata, in quanto si trova al centro di due sistemi differenti di reclutamento e di concezione della scuola.

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Il concorso scuola 2015-2016 è 'obbligatorio' se si vuole proseguire nella carriera di insegnante e sembra che un referendum abrogativo che si situi così lontano nel tempo possa incidere molto poco sul loro destino: in parole povere, referendum o 'non referendum', i docenti abilitati dovranno tentare comunque il concorso scuola, con la consapevolezza che più di uno su due non ce la farà e si troverà a quasi quarant'anni con un pugno di mosche in mano. La situazione è particolarmente assurda e se vogliamo 'spietata' e a nulla è valsa l'imponente mobilitazione di maggio e giugno.

È anche vero, comunque, che nel mondo della scuola, soprattutto tra i docenti di ruolo, la riforma della scuola non ha impattato in maniera forte, per cui è difficile immaginare forme reali di boicottaggio e una vera unità della scuola contro le scelte governative. Non resta, a questo punto, che attendere notizie più concrete sul bando, il quale dovrebbe arrivare entro il dicembre 2015. È tutto con le ultime notizie e gli ultimi approfondimenti, per chi fosse interessato, il consiglio è cliccare su 'Segui' in alto sopra il titolo dell'articolo.

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