Si continua a parlare di riforma Pensioni anche oggi, 22 ottobre 2015. Ieri sera su La 7 il Presidente del Consiglio Renzi è tornato ad affrontare il tema, seppur lapidariamente: alla domanda di Lilli Gruber sulla riforma della pensione anticipata con l’introduzione di maggiore flessibilità in uscita, infatti, il premier in maniera molto categorica ha risposto che il governo non è intervenuto per evitare pasticci. E’ la medesima giustificazione addotta in sede di presentazione della Legge di Stabilità che, come e noto, nonostante le tante aspettative non ha prodotto molto riguardo la previdenza.

Il leader del Pd, però, ha voluto sottolineare che nel 2016 l’argomento sarà affrontato, una volta che saranno chiari i numeri e si eviteranno vicende come quelle degli esodati che, purtroppo, sono ancora attuali.

Governo Renzi attendista sulla riforma pensioni, quali possibilità per il 2016?

Il Ministro del Lavoro Poletti è quello che più degli altri si è esposto negli ultimi tempi, rimbalzando ogni volta all’indietro di fronte alle sue stesse dichiarazioni. Poletti sa benissimo di aver alimentato delle speranze che, puntualmente, vengono disattese per far fronte ad altre priorità.

Il duo Renzi-Padoan punta tutto sulla riduzione delle tasse, mostrando relativamente poco interesse per i pensionandi: sono scelte politiche evidenti che vanno in una direzione ben precisa

La riforma delle pensioni, dunque, dovrebbe farsi nel 2016 stando alle ultime notizie che raccolgono le promesse più recenti. In realtà, come abbiamo già sottolineato, gli argomenti per crederci sono veramente pochi ed è molto più probabile che, cinicamente, il continuo temporeggiare serva per ridurre il numero di coloro che effettivamente attendono provvedimenti: molti, infatti, non sono poi così lontani dal raggiungimento del traguardo e temporeggiando, un po’ alla volta, i costi potrebbero abbattersi.

Renzi, dal canto suo, già nel 2011 sosteneva che la riforma pensioni dovrebbe essere impostata nell’ottica del contributivo per tutti: il premier negli anni ha cambiato idea su tante cose ma sulla previdenza non sembra aver mutato orientamento, nonostante alcune aperture di facciata.

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