Ci siamo occupati da vicino, nei giorni scorsi, dei ricorsi presentati dai docenti, in particolar modo dai precari delle graduatorie di istituto, al fine di veder loro riconosciuti i diritti enunciati dalla direttiva europea 70/1999 e dalla più recente sentenza della Corte di Giustizia Europea contro l'abuso dei contratti a tempo determinato.

Il ricorso di cui vi vogliamo parlare in questa sede presenta una particolarità, visto che non riguarda un'insegnante, bensì una 'preside precaria' di Torino.

Preside precaria di Torino: risarcimento dal Miur di quasi 35.000 euro

Il Tribunale di Torino, infatti, ha accolto pienamente il ricorso presentato dai rappresentanti legali del sindacato scolastico Anief, riconoscendo il trattamento economico spettante alla dirigente che, dall'anno scolastico 2005/6 sino al 2011/12, aveva svolto la funzione di dirigente scolastico, solo in virtù di reiterati contratti a termine. Per tale motivo, l'organo giudiziario della città torinese ha condannato il Ministero dell'Istruzione al pagamento di una somma 'record' di €.

34.962,21 quale adeguamento retributivo secondo quanto contenuto nel decreto N. 165/2001 ex articolo 52 comma 5 riguardante l'attribuzione delle mansioni e responsabilità superiori.

Scuola e ricorsi contro Miur: il fondo stanziato dalla legge 107 non basterà

Non solo docenti e Ata, dunque, ma riconoscimento dei propri diritti anche per i presidi, come ribadito dal presidente dell'Anief, Marcello Pacifico.

I ricorsi contro l'abuso dei contratti a tempo determinato, ormai, si stanno moltiplicando in tutta Italia. L'Anief sottolinea come il fondo stanziato dal Governo per il risarcimento danni in seguito a provvedimenti giurisdizionali (previsto nella Legge 107 al comma 132) a breve diventerà insufficiente nel far fronte alle continue richieste di docenti, Ata e ora, anche da parte dei dirigenti scolastici.

Marcello Pacifico ha precisato che un terzo dell'intero fondo riuscirà a coprire a malapena le cifre da versare a titolo di risarcimento al personale scolastico ricorrente nel solo Piemonte.

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