La strana alleanza. Ancora novità per la riforma Pensioni del premier Renzi. Il padre di quota 41, Damiano, ieri a Ballarò ha applaudito il premier per la bocciatura della proposta di Boeri, presidente dell'Inps. Interessati al dibattito anche i lavoratori precoci, che hanno ascoltato il presidente della Commissione Lavoro alla Camera ripetere il proprio disegno di legge, ovvero la possibilità di accedere alla pensione anticipata a partire da 62 anni e 7 mesi, 4 anni prima rispetto all'età di vecchiaia della Legge Fornero.

Damiano contro Boeri, atto secondo

Ad oggi non c'è nulla che possa far andare d'accordo Damiano e Boeri. Anche ieri l'ex ministro del Lavoro è tornato a parlare del piano Boeri affermando: "Ilgoverno ha fatto bene a bocciare la proposta di Boeri, ce ne sono già diverse in Parlamento". Chiaro il riferimento alle proposte presentate in questi mesi, tra cui il disegno di legge numero 857, che contiene anche quota 41. Il piano Boeri è stato al centro del dibattito previdenziali in questi ultimi giorni, e - prevediamo - continuerà ad esserlo anche tra qualche settimana.

Non si placano le polemiche per quello che - a detta degli esponenti di diverse forze politiche - è stato un passo troppo "importante" - chiamiamolo così - del presidente Boeri, al quale alcuni politici hanno chiesto anche di rassegnare le dimissioni da numero uno dell'Inps. Per Damiano c'è anche un altro problema, ovvero quello delle risorse economiche, in quanto in estate - se vi ricorderete - era stato lo stesso Boeri a bocciare la proposta dell'esponente dem parlando di una spesa intorno agli 8 miliardi di euro.

I conti - a Damiano - non tornano, visto che nel piano Boeri le penalizzazioni sono pressoché le stesse, ovvero tra l'8 e il 10 percento, dunque il presidente della Commissione Lavoro alla Camera si chiede per quale motivo la proposta Boeri è realizzabile mentre la sua no. Come vediamo da mesi, il balletto delle pensioni continua ed è destinato a continuare ancora, almeno fino al 2016, quando è prevista la proposta - finalmente - del governo, che intanto ha fatto capire la propria posizione in merito a quella che è già stata ribattezza come la "riforma" Boeri.

Come sempre - lo andiamo ripetendo ormai da tempo - a rimetterci sono i lavoratori, in particolar modo esodati e precoci, tra le categorie più colpite dall'attuale sistema pensionistico. Se per i primi sono previsti degli emendamenti alla Legge di Stabilità per favorire la risoluzione definitiva - stavolta sì - del problema, per i precoci rimane aperta la questione quota 41, l'unica ipotesi fin qui accettata da chi ha iniziato a lavorare quando aveva 14 o 15 anni.

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