Le ultime notizie sulle pensioni aggiornate ad oggi 18 dicembre prendono in esame le novità su Cesare Damiano e quota 41 per i lavoratori precoci. Come annunciato ieri mattina, i sindacati hanno presentato le proprie proposte per la riforma della legge Fornero. Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo un intervento al più presto in materia previdenziale, altrimenti - a partire dalla fine di gennaio - sarà il caos. Il presidente della commissione Lavoro si è espresso favorevolmente sull'iniziativa unitaria dei sindacati, ricordando tra l'altro le sue proposte per la nuova riforma delle Pensioni.

Pensioni, Cesare Damiano ricorda i lavoratori precoci

Le novità sulle pensioni hanno per oggetto le dichiarazioni di Damiano all'indomani dell'affondo dei sindacati. Per l'onorevole del Partito democratico "le manifestazioni unitarie indette da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della riforma delle pensioni rappresentano un fatto positivo". Il numero 1 della commissione Lavoro alla Camera ha sottolineato la convergenza tra le proposte avanzate da Cgil, Cisl e Uil e quelle che sono già sul tavolo del governo.

Sottolineando che "le proposte del sindacato si muovono nella stessa direzione", Cesare Damiano ha ricordato la proposta sulla pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi ed una penalizzazione massima dell'8 percento, contenuta all'interno del disegno di legge numero 857, così come quota 41, misura ad hoc per i lavoratori precoci, che andrebbero in pensione dopo 41 anni di contributi e senza alcuna penalizzazione.

Nella giornata di ieri Damiano ha dimostrato di non aver dimenticato la categoria dei precoci. Di recente l'ex ministro del Lavoro aveva fatto anche di più, aprendo di fatto alla proposta presentata da Tito Boeri qualora avesse incluso anche un provvedimento per i lavoratori precoci, coloro i quali hanno iniziato a lavorare fin da giovanissimi. Resta dunque centrale l'argomento precoci e la proposta quota 41, anche se occorre sottolineare che a dicembre un'altra forza politica ha presentato un emendamento ancora più favorevole.

Ci stiamo riferendo all'emendamento dei 5 Stelle relativo a quota 40, così come annunciato dall'onorevole Davide Tripiedi, a conferma di come il Movimento di Beppe Grillo si sia battuto, in concreto e in prima linea, per i lavoratori precoci. Da sottolineare come i pentastellati si siano mossi anche per il ripristino dei 500 milioni di euro sottratti al Fondo dei lavori usuranti, concentrandosi in particolare sui lavoratori edili.

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I sindacati chiedono la contro-riforma

Il messaggio principale della "storica" giornata di ieri è: cambiare la legge Fornero per introdurre la flessibilità in uscita dando così spazio ai giovani. Così Annamaria Furlan, segretario della Cisl: "Serve un tavolo serio di confronto, è un dovere morale. È sotto gli occhi di tutti - prosegue la Furlan - che la riforma Fornero sia stata dannosa per i lavoratori e anche per le imprese".

Infine arriva un avviso importante all'indirizzo del governo: "Spero non di debba arrivare allo sciopero generale".

Ancora più duri Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo, leader di Cgil e Uil. Da Firenze la Camusso ha lanciato l'allarme: "Senza una riforma il governo condannerà i giovani a restare poveri". Così invece Barbagallo: "Se il governo non ci ascolta - l'avvertimento - da gennaio avrà lotte a tempo indeterminato a tutele crescenti".

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