La battaglia contro l'operato del governo Renzi e la riforma Fornero procede all'unisono da parte dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil nella giornata di ieri 17/12 hanno richiesto con forza all'esecutivo di liberare posti di lavoro al fine di fare largo ai giovani. Per farlo, sottolineano nel corso delle tre assemblee unitarie tenutesi a Torino, Firenze, Bari, occorre concedere una flessibilità in uscita che parta dai 62 anni d'età e 35 di contributi a fronte di minime penalizzazioni e la possibilità di lasciare senza alcuna decurtazione il posto di lavoro a fronte di 41 anni di contributi versati.

Le tre organizzazioni sindacalihanno deciso di rilanciare pubblicamente la battaglia per ottenere una 'vera' riforma pensioni nel 2016e hanno annunciano con fermezza che se entro fine gennaio non arriveranno risposte precise dal governosi potrebbe giungere allo sciopero generale. Ecco le richieste prioritarie di Cgil, Cisl e Uil.

Riforma pensioni lavoratori precoci, sindacati uniti: i lavori vanno differenziati.

Il governo Renzi, chiosano i sindacati, deve rendersi conto che la riforma Fornero va cambiata, è una legge troppo rigida che blocca il ricambio generazionale e rischia, aggiunge la Camusso, leader della Cgil, di "impoverire il Paese" e per questo, precisa, si rende necessario agire da subito per cambiare l'attuale sistema pensionistico italiano.

Se hai iniziato a lavorare a 15 anni, prosegue da Firenze la Camusso, 41 anni bastano per andare in pensione. La flessibilità va concessa anche e soprattutto nell’ottica di permettere una "staffetta intergenerazionale" che apra le porte del lavoro ai tanti giovani disoccupati e che permetta a chi ha lavorato una vita (precoci)di ritirarsi con dignità.Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil,presente aBari, ha aggiunto "la Riforma Fornero è errata perché egualitaria".

Ci si deve rendere contoche non ha senso accedere alla pensione alla stessa età, puntualizza, perché non tutti i lavoratori e non tutti i lavori sono uguali, per questa ragionei mestieri dovrebbero essere differenziati. Al coro di critiche al governo si aggiunge, da Torino,Annamaria Furlan, leader Cisl, che ha ribadito: "serve un tavolo di confronto serio col Governo che affronti la tematica previdenziale".

Ed ha aggiunto anche che la stessa Elsa Fornero ormai è conscia dei limiti della sua riforma. agire su tale normativa previdenziale è "un dovere morale" del Governo.

Da tempo ormai i sindacati chiedono maggiore flessibilità ed appoggiano la proposta di Damiano (ddl 857) comprensiva della Quota 41 per i precoci slegata dall'età anagrafica e senza penalizzazioni.Ora quel che resta da capire è se, almeno a partire dal 2016,vi sarà o meno la volontà politica da partedel governo Renzi di aprire questo tavolo di confronto con le maggiori sigle sindacali.