Le novità sulle pensioni aggiornate ad oggi venerdì 19 febbraio ci informano sulle dichiarazioni di Cesare Damiano e l'appoggio del segretario generale della Cgil Camusso. Sono ore frenetiche all'interno del Partito democratico. Dopo il dietrofront sul ddl Cirinnà, che tornerà al Senato il prossimo 24 febbraio, all'orizzonte si profila una nuova battaglia, stavolta tutta interna ai democratici. Damiano da una parte, Poletti e Padoan dall'altra: punti di vista diversi in un'anima, quella del Pd, che ogni giorno che passa diventa meno unita.

Pensioni, la battaglia ha inizio

Le ultime notizie sulle pensioni non lasciano spazio a dubbi amletici: sulla possibilità di legare all'Isee i trattamenti futuri recepiti da vedovi e vedove si profila un muro contro muro. Il primo a scagliarsi contro la proposta di legge delega del Governo è stato Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil. Nelle ultime ore Pedretti è tornato a parlare, ribadendo la sua contrarietà a quanto deciso dal governo. Per il segretario, la maggioranza può fare soltanto una cosa: ritirare la norma.

Come dire, nessuna via d'uscita, nessun altro volo pindarico. Anche Annamaria Furlan (Cisl) ha commentato, ironicamente, la scelta dell'esecutivo, augurandosi la stessa 'fantasia' e determinazione anche per le politiche di lavoro. Le critiche all'esecutivo piovono anche dalla Lega Nord, con Salvini che si è avventurato in un 'pericoloso' confronto, tirando in ballo il duce Benito Mussolini, sottolineando che fece meglio della Fornero poiché introdusse le Pensioni di reversibilità.

Ipotesi stralcio

Da Cesare Damiano intanto arriva l'annuncio della presentazione di un emendamento con cui verrà chiesto lo stralcio dalla delega del governo della parte in cui si parla di previdenza. Il numero 1 della commissione Lavoro alla Camera è categorico su questo punto, e afferma che è sua volontà cancellare quella parte per evitare qualsiasi equivoco. L'iniziativa di Damiano trova il plauso del leader della Cgil, Susanna Camusso.

Il numero uno del corso d'Italia appoggia l'ex ministro del Lavoro e il no della minoranza Pd, dichiarando che sono totalmente insufficienti le smentite dell'esecutivo se poi i testi della delega non verranno cambiati. Un'altra gatta da pelare dunque per Renzi. Non sono giorni semplicissimi per il primo ministro italiano, nonostante gli ultimi sondaggi politici lo premino. Prima lo scontro sulla flessibilità con l'Ue, poi il ddl Cirinnà, ora le pensioni: sarà un inizio di primavera 'caldo' per il capo del consiglio.

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