In cantiere non c'è soltanto la riforma Pensioni, ma anche quella dell'Inps. Le novità della settimana giungono da Tito Boeri, presidente dell'Istituto, che è tornato a lanciare l'allarme sull'istituto, rassicurando però la platea dei pensionati, ribadendo che gli assegni previdenziali continuerebbero ad essere erogati anche qualora l'Inps fallisse. In audizione alla Commissione di controllo sugli enti previdenziali, il professore ha precisato che i cittadini non debbano temere il disavanzo del 2016.

Rassicurazioni

Che l'Inps non navighi in acque tranquille era noto da tempo. Tra gli italiani negli ultimi mesi iniziava a circolare, a quanto pare, il sospetto del mancato pagamento delle pensioni qualora si verificasse il fallimento dell'istituto. Per questo motivo è voluto intervenire in prima persone Boeri, per spiegare che in realtà non ci sia nulla di vero. L'economista italiano ha ribadito con forza un concetto chiaro e netto: le pensioni, qualunque cosa accada, verranno erogate normalmente come sta avvenendo oggi, perché - ha spiegato il numero uno dell'Inps - le prestazioni e gli importi previdenziali vengono stanziati sulla base delle leggi dello Stato.

Nel corso dell'ultima settimana le pensioni sono state al centro del dibattito politico, per via del caos provocato dalla notizia secondo cui il governo avrebbe avuto intenzione di mettere mano alle pensioni di reversibilità nel prossimo futuro. Allarme definitivamente rientrato dopo le parole di Matteo Renzi, che ha liquidato la questione come una menzogna.

L'allarme

Allo stesso tempo Boeri ha messo in luce la situazione difficile che il suo istituto sta affrontando.

Oltre al disavanzo del 2016, il professore della Bocconi ha sottolineato che ogni mese vengono perse 100 persone. Puntando il dito contro il blocco del turnover, ha inoltre affermato che a partire dal 2017 l'indice di giacenza potrebbe triplicare in poco tempo, dal momento che si potrà sostituire soltanto una persona su 4. Sempre Boeri ha ricordato di quando, durante la discussione della scorsa manovra finanziaria, l'Inps avesse chiesto maggiore flessibilità, chiedendo investimenti, richieste però a cui non è seguita una risposta concreta da parte del governo.

Il numero uno dell'istituto è tornato a chiedere una nuova governance, ribadendo pubblicamente la necessità che gli venga ridotto il potere di cui oggi dispone e la nascita di un nuovo consiglio di amministrazione, rimarcando infine il passaggio attraverso cui si procederà all'accorpamento di Inpdap e Enpals.

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