Le novità sulle pensioni aggiornate ad oggi 19 giugno riportano sotto i riflettori la riforma Fornero ed i lavoratori precoci, ancora al centro del dibattito previdenziale per la seconda estate consecutiva. Ieri vi avevamo parlato delle rassicurazioni di Giuliano Poletti circa il documento dell'Eurogruppo critico sulle forme di flessibilità in uscita. Un plauso al ministro del Lavoro è arrivato anche da Cesare Damiano, che ha giudicato positivamente quanto affermato dall'esponente del governo Renzi.

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Pensioni, l'Unione Europea sta con la riforma Fornero 

Le ultime notizie sulle pensioni non hanno fatto altro che confermare quanto già si sapeva da tempo, vale a dire che l'Unione Europea crede fermamente nella riforma Fornero, criticando le misure sulla flessibilità in uscita. Una riforma che il governo italiano sta cercando di correggere nelle sue criticità, appunto introducendo la pensione anticipata, la stessa che, stando a quanto scritto nel recente documento, l'Ue non dimostra di apprezzare particolarmente. 

Le parole di ieri del ministro Poletti hanno rassicurato chi già temeva un nuovo passo indietro dell'esecutivo in materia previdenziale, lo stesso che, ricordiamo, Renzi aveva compiuto in diretta televisiva lo scorso autunno, quando venne intervistato durante la trasmissione Che tempo che fa in onda su Rai Tre, condotta da Fabio Fazio, facendo infuriare migliaia di lavoratori, precoci ed esodati, tra i più colpiti dalla legge Fornero e che ancora oggi non hanno ottenuto risposte valide. 

Un dietrofront adesso, onestamente, appare impensabile.

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Da poco si è tenuto il secondo confronto tra sindacati e governo, durante il quale si è entrati nel merito della pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi, come vuole il sistema Ape, anticipo della pensione, su cui, come detto più volte nelle ultime settimane, sta lavorando Tommaso Nannicini, Ape che rappresenta lo strumento attraverso cui l'esecutivo vuole andare ad apportare una delle correzioni fondamentali, richiesta tra l'altro anche da Tito Boeri, vale a dire la flessibilità. 

L'anticipo pensionistico è stato però fortemente criticato da più parti, meno che, come sembra, dai sindacati.

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A riguardo, si registrano le dichiarazioni favorevoli di Annamaria Furlan, la quale si è detta d'accordo anche sul tanto discusso anticipo di 20 anni, con interessi che, per il pensionato, arriverebbero a toccare in alcuni casi anche percentuali considerevoli, come il 15 per cento. Ape che non piace, ricordiamo, a Cesare Damiano per esempio, strenuo difensore della proposta di legge numero 857. 

La situazione dei lavoratori precoci ad oggi

Non accenna a placarsi intanto la protesta dei lavoratori precoci, rimasti esclusi anche nel secondo confronto del 14 giugno scorso tra sindacati e governo.

Della loro posizione si dovrebbe discutere in occasione della terza riunione, fissata per la prossima settimana, più precisamente il 23 giugno, la stessa data in cui la Gran Bretagna sarà chiamata per esprimersi sul Brexit. 

Nel suo ultimo intervento, Cesare Damiano ha ribadito come sia necessario intervenire anche su questa categoria. La proposta è nota da tempo, con la quota 41 per i lavoratori precoci fissata già da tempo nel ddl 857.

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Un accenno è stato fatto anche da Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle, che ha aperto un recente post con "40 anni di contributi", attaccando a testa bassa l'Ape e la richiesta di prestito alla banca per l'assegno pensionistico. 

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