Nuovi elementi di flessibilità per l'uscita dal lavoro e aumento degli assegni previdenziali più bassi: questi i principali provvedimenti che dovrebbero essere contenuti nella riforma Pensioni del Governo Renzi che dovrebbe vedere la luce con la prossima legge di bilancio. Decisivo sarà il nuovo vertice tra l'esecutivo e le parti sociali in programma il 21 settembre prossimo. E' quello il giorno in cui potrebbe essere raggiunta l'intesa tra governo e sindacati sulla riforma pensioni in vista della finanziaria.

Pensioni, da sciogliere il nodo sui lavoratori precoci: sì o no Quota 41?

Tutt'altro che sciolto, ancora, il nodo relativo alle Quota 41 per i lavoratori precoci. La soluzione dei 41 anni di anzianità contributiva a prescindere dall'età anagrafica per i lavoratori che hanno cominciato a lavorare prima dei 18 anni, sarebbe messa in forse nelle ultime ore perché i conti, al momento, non tornano in considerazione dell'esiguità delle risorse disponibili. Ad oggi, secondo quanto riporta l'Ansa, il Governo Renzi per l'intero pacchetto di riforma pensioni, ha già "impegnato" quasi un miliardo e mezzo di euro.

Cinquecentomilioni di euro la previsione delle risorse utili per coprire l'Anticipo pensionistico per i lavoratori che appartengono alle cosiddette "categorie protette".

Anticipo pensionistico: incontro decisivo il 21 settembre prossimo

Altri seicentomilioni di euro per il bonus quattordicesima sulle pensioni basse. Poi ancora duecentocinquantamilioni di euro per l'ampliamento della no tax area per i pensionati.

Infine centomilioni di euro per rendere gratuite le ricongiunzioni pensionistiche e altri centomilioni di euro per ampliare le maglie delle attività lavorative considerate usuranti allargando così la platea dei beneficiari delle agevolazioni previste per la categoria di lavoratori impegnati in mansioni pesanti. Queste le ultime notizie che trapelano da Palazzo Chigi sulla riforma pensioni in vista del nuovo incontro con i leader dei sindacati (Camusso Cgil, Furlan Cisl, Barbagallo Uil) si terrà mercoledì 21 settembre e che sarà decisivo per il possibile raggiungimento di un accordo come auspicato da più parti.

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