In occasione dell'inaugurazione della mostra dedicata a Pietro Nenni presso la biblioteca del Senato a Roma, è intervenuto Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL, il quale a margine della conferenza si è soffermato con la stampa. Ecco quello che ha dichiarato a Blasting News.

"Servono più soldi per contratti pubblici e pensioni per ridare fiato all'economia"

"L'Europa sta vivendo una grave crisi economica e politica, anche con tentativi reazionari di alzare muri e steccati. Ce lo dice anche Obama, che ha investito 1000 miliardi di dollari all'anno per coprire la crisi che gli USA hanno esportato in tutto il mondo, di darci una mossa e questo è un paradosso.

Se Renzi vuole fare una battaglia in Europa contro l'austerità i sindacati europei e italiani sono disponibili. Adesso però bisogna mettere i soldi per i contratti pubblici perché con più potere d'acquisto si rilancia l'economia del paese. Più soldi per per le pensioni e per i contratti possono ridare fiato all'economia. Dovremo verificare con chiarezza quanti soldi della Legge di Bilancio andranno veramente al rinnovo dei contratti pubblici, perché se saranno insufficienti non saremo disponibili.

Se saranno sufficienti, come quanto chiedemmo 2,5 miliardi per la previdenza e ne ottenemmo 2,33, mi pare un obiettivo decente: bisogna proseguire su questa strada. L'80% delle aziende lavorano per il mercato interno e se i cittadini non hanno potere d'acquisto le aziende chiudono, puoi dargli tutti gli sgravi fiscali che vuoi ma se non c'è mercato non c'è ripresa. Inoltre vogliamo fare una battaglia unitaria sul fisco contro l'evasione, non è possibile che in Italia ci siano 88 miliardi l'anno (dati 2015) di evasione fiscale.

Su Equitalia? Capisco che i governi per fare cassa hanno bisogno di tutto. Alle aziende bisogna dare certezze fiscali, non bonus."

"Sul referendum la UIL lavora per far conoscere il tema, ma lascia libertà di coscienza agli iscritti"

"Noi sul referendum abbiamo fatto un'operazione di realizzare uno studio neutro sul Sì e sul No. Lo abbiamo mandato prima ai nostri dirigenti e da ieri 17 ottobre è disponibile sul nostro sito per informare tutti gli iscritti. Non è la UIL a imporre che cosa votare ai propri iscritti, noi abbiamo un'articolazione delle nostre presenze organizzate sul territorio che hanno diverse sensibilità. Noi però stiamo facendo un'operazione, apprezzata dai nostri dirigenti e iscritti, in cui diciamo che devono votare avendo coscienza e conoscenza, perché oggi non essa non si sta facendo nel Paese. I dibattiti invece finora sono pieni di insulti e non spiegano il referendum. Io personalmente non dirò che cosa voto perché sarebbe sbagliato influenzare con il mio parere anche una sola persona, ognuno deve decidere avendo conoscenza e secondo la propria coscienza."

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